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Mikao Usui
ideogrammi della scritta: REIKI
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Il cielo e la terra perdurano nel tempo, essi perdurano perche non vivono per se stessi: perciò sono eterni (Tao The ching v. 7)

Oggi parliamo di REIKI, che in Giapponese significa Energia Vitale, che indica già cosa avviene durante il trattamento.

Nel secolo scorso, in Giappone, un monaco cristiano di nome Mikao Usui, durante un periodo di meditazione e digiuno, ebbe una visione e riscoprì l’antica tecnica di guarigione attraverso l’imposizione delle mani e con l’uso di alcuni simboli, atti a riequilibrare l’energia vitale dentro di noi.Andando per ordine, in ogni individuo, scorrono dei canali energetici chiamati meridiani, gli stessi dell’agopuntura e dello shiatsu, in questi percorsi energetici, a seconda della qualità e quantità di energia, si creano “ristagni” o veri blocchi dell’energia, questi causano ciò che noi occidentali comunemente chiamiamo malattia.

In Oriente, ad ogni disturbo (sintomi), sono associati dei colori, sapori, numeri, piante, profumi, emozioni, REIKI rimuove le cause dei disturbi e non i sintomi.Attraverso il REIKI (questa tecnica di auto-guarigione), con la semplice imposizione delle mani, si ristabilisce il giusto fluire dell’energia nei canali energetici .La Storia del Reiki Tradizionalmente si fa risalire l’inizio del Reiki al 1800 (anche se è molto più antico), con Mikao Usui, rettore dell’università Doshisha di Kyoto, in Giappone, e nel contempo pastore cristiano. Di fronte alla richiesta dei suoi studenti, desiderosi di sapere come Gesù avesso potuto curare i malati, egli intraprese una ricerca di 10 anni per scoprire ed apprendere tale metodo. Le autorità cristiane del suo paese gli dissero che non si era mai discusso di tale arte curativa e che poco si sapeva al riguardo, Usui, cercò allora informazioni nei testi buddisti, perchè vi erano molte affinità tra la vita di Buddha in India (Gautama Siddharta 620-543 a.C.) e quella di Gesù in Palestina, ma gli fu detto dai monaci che gli antichi metodi di guarigione spirituale erano andati perduti e che l’unico modo per conoscerli era seguire gli insegnamenti del sentiero dell’illuminazione.

Usui si recò in America dove visse per sette anni, si iscrisse alla facoltà di Teologia di Chicago, e studiò le religioni e le filosofie del mondo, facendo diverse comparazioni, si laureò e tornò in Giappone e si ritirò in un monastero Buddista Zen, dove studiò i sutra, ma non vi trovò le indicazioni su come utilizzare l’energia, così iniziò a studiare il sanscrito e trovò una formula molto semplice che gli fece affermare: “Molto bene, l’ho trovata”, ma ora doveva interpretarla, visto che era stata scritta ben 2500 anni prima, e dovette superare “la prova” che consisteva in tre settimane di meditazione digiuno e preghiera sul onte Koriyaa in Giappone, Usui scelse il luogo dove editare e davanti a sé ammucchio ventun piccole pietre, atte a misurare il tempo: alla fine di ogni giorno, ne gettava una. L’ultima mattina, nell’ora più buia poco prima del crepuscolo, egli vide un fascio di luce dirigersi verso di lui: come prima reazione, cercò di scappare, poi decise di vedere ciò che sarebbe successo e di accettare la risposta alla sua meditazione, anche se fosse stata la morte.La luce colpì il suo 3° occhio e perse conoscenza per un po’, poi vide milioni di bolle di colori dell’arcobaleno, e infine i simboli del Reiki su uno schermo.
A mano a mano che li osservava, riceveva le informazioni relative per attivare l’energia curativa.
Avvenne, così la prima armonizzazione del Reiki la riscoperta dell’antico metodo. Usui lasciò il monte sapendo come guarire secondo l’insegnamento del Buddha e di Gesù, mentre scendeva a valle sperimentò quelli che vennero chiamati “i 4 miracoli” :
* Camminando si ferì l’alluce e, istintivamente lo toccò con la mano, questa divenne calda e la ferita fu rimarginata.
* Giunse poi ad una casa ai piedi della montagna, dove alloggiavano i pellegrini: chiese un pasto completo - il che non era comunque, saggio dopo un digiuno così lungo e lo consumò invece senza problemi.
*La donna che gli servì il pasto aveva mal di denti ed egli prendendo il viso tra le mani la guarì.
*Tornato nel monastero, venne a sapere che il suo superiore era a letto, colpito da dolori artritici e lo curò.

Usui chiamò questa energia curativa REIKI, ovvero energia Vitale Universale, e iniziò ad ursarla nei viali poveri di Kyoto, ma poi vide che nonostante guarisse le persone queste non cambiavano il loro stile di vita, allora scoraggiato lasciò il quartiere e capì che non poteva guarire solo il corpo, perchè la più profonda guarigione doveva avvenire nello spirito, proprio come i buddisti dicono che non è importante il corpo, ma la mente e lo spirito che avviene solo se la persona intraprende il cammino verso l’illuminazione. Usui, morì nel 1930, dopo aver insegnato il suo training a quindici- sedici maestri, dei quali solo Hayashi fu menzionato.

 
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