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Ashwagandha

Ashwagandha
PROVE SCIENTIFICHE
L'ashwagandha riduce efficacemente lo stress abbassando i livelli di cortisolo. Recenti studi confermano i suoi benefici per l'ansia e la qualità del sonno.
Studio Unimore 2025
Una meta-analisi dell'Università di Modena e Reggio Emilia, pubblicata su BJPsych Open, ha esaminato 14 studi randomizzati con oltre 700 partecipanti. L'ashwagandha (Withania somnifera) ha migliorato significativamente i sintomi dell'ansia, la qualità del sonno e lo stress percepito, con una buona tollerabilità rispetto al placebo. Dosi superiori a 600 mg/giorno non hanno mostrato ulteriori benefici; se ne consiglia l'uso sotto controllo medico.
Meta-analisi sul cortisolo
Diversi studi clinici, tra cui una revisione SIF del 2024, dimostrano che l'ashwagandha riduce il cortisolo modulando l'asse HPA e potenziando l'attività del GABA. I partecipanti hanno riportato una riduzione dell'ansia fino al 70% in condizioni legate allo stress, a sostegno del suo ruolo adattogeno senza sedazione.
Prove cliniche recenti
Un'analisi RCT del 2025 condotta da L'Erborista conferma i benefici su stress, affaticamento e cognizione attraverso la modulazione del cortisolo. L'UTIFAR osserva che l'uso tradizionale è in linea con i dati moderni per l'ansia da lieve a moderata, la qualità dello sperma e il supporto tiroideo nell'ipotiroidismo.

Ashwagandha (Withania somnifera) è generalmente sicura a dosi moderate (300-600 mg/giorno di estratto standardizzato), ma può causare effetti collaterali, soprattutto con dosi elevate (>1000 mg), uso prolungato (>12 settimane) o in soggetti sensibili.
Effetti collaterali comuni
  • Disturbi gastrointestinali: nausea, vomito, diarrea, dolore addominale (dovuti a irritazione mucosa intestinale).
  • Neurologici: cefalea, sonnolenza, insonnia o incubi.
  • Cutanei: eruzioni allergiche, prurito (raro, legato a ipersensibilità alle Solanacee).
Rischi gravi (rari)
  • Epatotossicità: casi di danno epatico con ittero, urine scure e prurito, segnalati in letteratura con dosi eccessive.
  • Squilibri tiroidei: ipertiroidismo o alterazioni ormonali (aumento T3/T4), controindicato in ipertiroidismo o ipotiroidismo non trattato.
  • Aumento testosterone: possibile peggioramento di tumori prostatici ormono-dipendenti.
Controindicazioni assolute
Non usare in gravidanza (rischio abortivo), allattamento, autoimmunità (es. tireoidite), prima di chirurgia (sedazione eccessiva). Interagisce con sedativi, tiroxina, immunosoppressori e farmaci epatici. Consulta sempre un medico
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