“Il cielo e la terra perdurano nel tempo, essi perdurano perche non
vivono per se stessi: perciò sono eterni (Tao The ching v. 7)

Oggi parliamo di REIKI, che in Giapponese
significa Energia Vitale, che indica già cosa avviene durante il
trattamento.
Nel secolo scorso, in Giappone, un monaco cristiano di nome Mikao
Usui, durante un periodo di meditazione e digiuno, ebbe una visione
e riscoprì l’antica tecnica di guarigione attraverso l’imposizione delle
mani e con l’uso di alcuni simboli, atti a riequilibrare l’energia
vitale dentro di noi.
Andando per ordine, in ogni individuo, scorrono dei canali energetici
chiamati meridiani, gli stessi dell’agopuntura e dello shiatsu, in
questi percorsi energetici, a seconda della qualità e quantità di
energia, si creano “ristagni” o veri blocchi dell’energia, questi
causano ciò che noi occidentali comunemente chiamiamo malattia. In
Oriente, ad ogni disturbo (sintomi), sono associati dei colori, sapori,
numeri, piante, profumi, emozioni, REIKI rimuove le cause dei disturbi e
non i sintomi.
Attraverso il REIKI (questa tecnica di auto-guarigione), con la semplice
imposizione delle mani, si ristabilisce il giusto fluire dell’energia
nei canali energetici .
Alcuni di voi si chiederanno quali sono le differenze del “REIKI”,
rispetto alla tradizionale pranoterapia? Le differenze fondamentali sono
tre:
1° : Tutti possono frequentare ed imparare il REIKI perché non occorre
una speciale dote energetica curativa;
2°: in un trattamento di REIKI, non si emana la propria energia, ma
quella presente nell’universo, questo rafforza ancora il primo punto;
3° non ha controindicazioni.
Mikao Usui, decodificò tutta la sua visione e ne organizzò un corso,
tramandato in tutto il mondo da Maestri autorizzati, chiamati Master. I
corsi si dividono in tre livelli:
Nel 1°livello che dura 16 ore, (aperto a tutti dai bambini agli
anziani), viene spiegato il corpo dal punto di vista energetico, si
imparano i punti dove applicare le mani, e le sequenze del trattamento.
Nel corso si ricevono 4 attivazioni del corpo energetico, che
permetteranno per tutta la vita, di ricevere ed effettuare REIKI.
Nel 2° livello, che dura 32 ore, si impara a conoscere e a
trattare l’aspetto mentale-emotivo, di ogni disturbo e\o situazione.
Questo tipo di trattamento, migliora l’atteggiamento della persona,
l’aiuta a rimuovere traumi emotivi anche antichi, aiuta ed essere più
positivi, e ottimisti. Durante il corso si apprende l’uso dei simboli di
M. Usui, per effettuare la “sintonizzazione” con il piano
mentale-emotivo, questo trattamento permette di aumentare la quantità
dell’energia della persona o della cosa che stiamo trattando. Si riesce
anche ad effettuare l’invio di energia anche a persone lontane.
Nel 3° livello, si diventa MASTER, si può quindi insegnare il
REIKI, si apprendono i simboli segreti per poter attivare gli altri, ed
aiutarli.
Questo è quello che si impara nei tradizionali corsi di Reiki, una
semplice tecnica che permette di autoguarirsi, si perché il REIKI può
essere effettuato: su se stessi, su animali, situazioni della vita(il
lavoro, l’amore ecc.), piante, cibi. Una serie di domande frequenti alle
quali Cristian Sinisi risponde.
D. A cosa serve REIKI?
Chi partecipa ai corsi di REIKI, riesce a conoscersi meglio, a capire
alcuni “perché” dei suoi atteggiamenti, migliora l’atteggiamento
diventando più ottimista, si rilassa grazie alla semplici tecniche che
poi potrà praticare per tutta la vita, questo lo aiuterà a rimanere più
in salute.
D. Solitamente chi frequenta i corsi ?
Il corso è aperto a tutti dai bambini di 10 anni, fino agli anziani
di 90, dalla casalinga al direttore di banca, non occorrono doti, o
nozioni antecedenti, tutto ciò che si deve sapere viene insegnato nel
corso.
D. Il Reiki è una religione ?
No, è semmai uno stile di vita, non dimentichiamoci che è stato
ri-scoperto da un monaco cristiano, al quale durante una lezione, venne
chiesto: “come faceva Cristo, a guarire con l’imposizione delle mani”,
questa domanda spinse Mikao Usui ad una ricerca in Tibet, India,
Giappone, America, dopo anni di ricerca, si mise a meditare e digiunare
in eremitaggio, su una montagna sacra del Giappone, il 21° giorno ebbe
la folgorazione e vide dei simboli e capì.
D. Tu come hai iniziato Reiki ?
Durante un ritiro di meditazione Zen, ho conosciuto un Master Reiki,
il quale mi fece provare un trattamento, ne restai piacevolmente colpito
e partecipai al primo incontro, poi nell’arco di 4 ani arrivai ad essere
Master.
D. Ci sono controindicazioni nel Reiki ?
NO, sia partecipare al corso, sia ricevere trattamenti non può
causare nessun disagio, si avverte subito un piacevole rilassamento,
alcuni sognano, e hanno intuizioni creative, nel peggior caso si potrà
dire di non aver ottenuto i risultati sperati.
D. Cosa intende per simboli ?
Nel Reiki, ci sono 4 simboli che si utilizzano durante le attivazioni
e i trattamenti. L’uso dei simboli è antico e diffuso in molte culture
dagli indiani ai celti (le rune), si è studiato e scoperto che ogni
immagine crea nel cervello delle razioni sub-coscienti. Posso solo dirVi
che i simboli del Reiki sono Archetipi che stimolano l’individuo.
Prossimamente terrò dei corsi di Primo livello aperti a tutti, dove
potrete imparare il REIKI e la cristalloterapia,
il 9-10 ottobre; 17-18 dicembre; oppure il 28-29 gennaio a Pavia, in via
Case basse San Vittore 24, nella sede del C.A.A.P. - info tel
0382/42.20.24. Iscriversi con almeno 15 giorni di anticipo.
Storia del reiki

(MIKAO USUI)
Tradizionalmente si fa risalire l’inizio del Reiki al 1800 (anche se è
molto più antico), con Mikao Usui, rettore dell’università Doshisha di
Kyoto, in Giappone, e nel contempo pastore cristiano. Di fronte alla
richiesta dei suoi studenti, desiderosi di sapere come Gesù avesso
potuto curare i malati, egli intraprese una ricerca di 10 anni per
scoprire ed apprendere tale metodo. Le autorità cristiane del suo paese
gli dissero che non si era mai discusso di tale arte curativa e che poco
si sapeva al riguardo, Usui, cercò allora informazioni nei testi
buddisti, perchè vi erano molte affinità tra la vita di Buddha in India
(Gautama Siddharta 620-543 a.C.) e quella di Gesù in Palestina, ma gli
fu detto dai monaci che gli antichi metodi di guarigione spirituale
erano andati perduti e che l’unico modo per conoscerli era seguire gli
insegnamenti del sentiero dell’illuminazione.
Usui si recò in
America dove visse per sette anni, si iscrisse alla facoltà di Teologia
di Chicago, e studiò le religioni e le filosofie del mondo, facendo
diverse comparazioni, si laureò e tornò in Giappone e si ritirò in un
monastero Buddista Zen, dove studiò i sutra, ma non vi trovò le
indicazioni su come utilizzare l’energia, così iniziò a studiare il
sanscrito e trovò una formula molto semplice che gli fece affermare:
“Molto bene, l’ho trovata”, ma ora doveva interpretarla, visto che era
stata scritta ben 2500 anni prima, e dovette superare “la prova” che
consisteva in tre settimane di meditazione digiuno e preghiera sul onte
Koriyaa in Giappone, Usui scelse il luogo dove editare e davanti a sé
ammucchio ventun piccole pietre, atte a misurare il tempo: alla fine di
ogni giorno, ne gettava una. L’ultima mattina, nell’ora più buia poco
prima del crepuscolo, egli vide un fascio di luce dirigersi verso di
lui: come prima reazione, cercò di scappare, poi decise di vedere ciò
che sarebbe successo e di accettare la risposta alla sua meditazione,
anche se fosse stata la morte.
La luce colpì il suo 3° occhio e perse conoscenza per un po’, poi vide
milioni di bolle di colori dell’arcobaleno, e infine i simboli del Reiki
su uno schermo. A mano a mano che li osservava, riceveva le informazioni
relative per attivare l’energia curativa. Avvenne, così la prima
armonizzazione del Reiki la riscoperta dell’antico metodo. Usui lasciò
il monte sapendo come guarire secondo l’insegnamento del Buddha e di
Gesù, mentre scendeva a valle sperimentò quelli che vennero chiamati “i
4 miracoli” : camminando si ferì l’alluce e, istintivamente lo tocc con
la mano, questa divenne calda e la ferita fu rimarginata.
Giunse poi ad una casa ai piedi della montagna, dove alloggiavano i
pellegrini: chiese un pasto completo - il che non era comunque, saggio
dopo un digiuno così lungo e lo consumò invece senza problemi. La donna
che gli servì il pasto aveva mal di denti ed egli prendendo il viso tra
le mani la guarì. Tornato nel monastero, venne a sapere che il suo
superiore era a letto, colpito da dolori artritici e lo curò. Usui
chiamò questa energia curativa REIKI, ovvero energia Vitale Universale,
e iniziò ad ursarla nei viali poveri di Kyoto, ma poi vide che
nonostante guarisse le persone queste non cambiavano il loro stile di
vita, allora scoraggiato lasciò il quartiere e capì che non poteva
guarire solo il corpo, perchè la più profonda guarigione doveva avvenire
nello spirito, proprio come i buddisti dicono che non è importante il
corpo, ma la mente e lo spirito che avviene solo se la persona
intraprende il cammino verso l’illuminazione. Usui, morì nel 1930, dopo
aver insegnato il suo training a quindici- sedici maestri, dei quali
solo Hayashi fu menzionato.