LE
FOTO ORRIBILI DELLA VERGOGNA
Con queste parole di
dolore e d’ira, attraverso esuli
birmani, ci sono giunte le due
foto che abbiamo deciso di
pubblicare con un avvertimento:
sono foto molto crude e
violente, forse non adatte a
tutti i lettori.
Ma esse sono le foto della
vergogna:
1) Vergogna della
giunta, che proprio oggi
diffonde alle telecamere di
tutto il mondo il suo goffo
tentativo di “riconciliarsi” con
i monaci buddisti,
costringendoli ad accettare
doni. Ma siccome le autorità dei
monasteri hanno proibito ai loro
bonzi di farlo, i militari hanno
inscenato una farsa, con falsi
monaci, per una falsa
riconciliazione.
La giunta
cerca di far “comprendere” alle
autorità buddiste la “necessità”
della repressione. Ma
queste foto accusano ogni buona
intenzione ed esigono domanda di
perdono e un cambiamento
radicale nel Paese.
Secondo fonti diplomatiche,
questa nuova repressione del
governo militare della Birmania
– che si definisce socialista e
laico, ma cerca l’appoggio dei
monaci per continuare il suo
dominio – è costata a vita a
centinaia di persone e l’arresto
di oltre 6 mila.
2) Vergogna per noi, che
al di là di qualche sussulto di
scandalo verso le
violenze dei militari, abbiamo
pensato che in fondo si tratta
solo della soppressione di
alcune manifestazioni, quando
invece si tratta di un sistema
che uccide, ammazza, schiavizza
una popolazione di quasi 50
milioni di persone.
3) Vergogna per l’Onu e
la comunità internazionale, che
non trova strumenti efficaci
per garantire la democrazia a un
popolo che l’ha scelta da tempo.
Il problema è che si tratta con
la giunta solo con il minuetto
diplomatico, mentre occorre dare
voce alla società civile
mondiale per affrontare quella
che è un’emergenza umanitaria.
Occorre che la Croce Rossa
internazionale possa andare in
Myanmar a visitare le prigioni;
che l’Ufficio Onu del lavoro
visiti gli schiavi dei lavori
forzati; che le Ong possano
svolgere un lavoro a favore
della popolazione impoverita dal
dominio e dal commercio della
giunta con Cina, India e
Thailandia.
Papa Benedetto XVI ha
chiesto a tutto il mondo di
pregare per il popolo della
Birmania e per la
“dolorosa prova” che sta
attraversando, molto simile al
martirio dei Santi Innocenti
che, senza conoscerlo, hanno
testimoniato per Cristo con il
sangue, spazzati dalla furia del
potere bestiale.
“Carissimi, le
parole vengono meno. Queste foto
di un monaco assassinato
sono state prese in segreto in
un obitorio. Pensate quanti
molti altri hanno subito lo
stesso destino. Vi prego,
diffondete queste fotografie a
più gente possibile, perché il
mondo sappia che c’è bisogno di
molto più che a semplice
condanna di questi bastardi
[della giunta]”.