Nel 2001
la Comunità Europea finanziò la ricerca con un
milione di Euro, somma che servì ad
acquistare un microscopio elettronico a
scansione ambientale e a sostenere l’inizio
della ricerca.Da allora, le scoperte si sono
susseguite e, tra queste, la spiegazione
dell’origine della cosiddetta Sindrome
dei Balcani, l’insieme di malattie,
cioè, che colpisce i militari ed i civili
coinvolti nella guerra combattuta nella
ex-Jugoslavia. La particelle responsabili delle
malattie hanno una provenienza abbastanza varia,
ma sempre riconducibile ad inquinamento, sia
esso di origine industriale, venga dal traffico
o, per fortuna più raramente, dall’esplosione di
ordigni bellici, ordigni che non sono, però,
limitati alle zone di guerra ma anche ai
territori dei poligoni di tiro militari.
Gli inquinanti particolati diventano sempre più
comuni nell’aria che respiriamo e nei cibi che
mangiamo, e poco o nulla si fa per
difendersi, anche per l’ignoranza, non sempre
involontaria, che avvolge l’argomento.
Ora il denaro concesso è esaurito e con il
denaro rischia di esaurirsi la ricerca.
Ricerca che sarà fondamentale nel prossimo
futuro quando saremo invasi dalle nanoparticelle
usate per scopi "pseudoutili" come, ad esempio,
per rivestire i vetri per non farli sporcare o
gli indumenti per non farli macchiare.
Fonti: www.nanopathology.it.
E allora, non potendoli attaccare scientificamente, si è pensato di togliere lo strumento con cui Antonietta Gatti e Stefano Montanari provocano grossi fastidi.
Si tratta di un microscopio elettronico a scansione ambientale del costo di circa 350.000 euro con il quale i due hanno scoperto i meccanismi con cui le nanoparticelle prodotte dalle combustioni sono capaci di uccidere, e con questo il perché delle malattie che colpiscono i reduci dalle guerre del Golfo e dei Balcani, come funziona la truffa scientifica che sta dietro gli inceneritori, che cosa viene scaricato nell’ambiente dai tre milioni di tonnellate di oli pesanti bruciati ogni anno da una centrale elettrica e un sacco di altre cosette che hanno aperto una strada del tutto nuova nel campo della medicina.
Via il microscopio e noi, che non ci possiamo permettere di perdere Antonietta e Stefano, gli daremo un altro microscopio. In fretta e più potente del primo.
Da oggi parte una sottoscrizione per l’acquisto da parte della Associazione Carlo Bortolani Onlus. Io ho già dato il buon esempio devolvendo l’incasso della serata di Modena del 28 febbraio, i ragazzi dei Meetup si stanno attivando e tutti potrete rinunciare ad una pizza per non trovarvi la prossima piena d’inquinanti.
Obiettivo raggiunto! Il microscopio elettronico è stato acquistato 7/3/2007!

