|
 

CHI SONO GLI
ANGELI
Etimologicamente angelo significa messaggero: e' percio' un nome che
indica l'ufficio e non la natura, come dice Sant'Agostino. Gli angeli
possono essere definiti: sostanze intellettuali, puramente spirituali,
create da Dio e superiori agli uomini. Essendo puri spiriti, non
posseggono un corpo, quantunque alcuni Padri e scrittori, abbiano loro
attribuito una certa corporeità.
Quasi ogni
pagina della Bibbia ci attesta l'esistenza di questi puri spiriti; basti
ricordare i Cherubini posti a guardia del Paradiso terrestre (Gen III,
24), i tre angeli che appaiono ad Abramo (Gen XVIII, XIX, ecc.),
l'Arcangelo Raffaele che accompagna e libera Tobia (Tob V, i segg.),
l'Arcangelo Gabriele che annuncia l'Incarnazione del Verbo, gli angeli
che annunciano la nascita di Gesù ai pastori, la sua Resurrezione (Lc I,
XI, 28; 24, 4 segg. e parali), gli innumerevoli angeli dell'Apocalisse
(I, XI; VIII, 4 e segg.).
La Chiesa, in
base alla Scrittura e alla Tradizione, ha definito come verità di fede
non solo l'esistenza degli angeli, ma anche la loro creazione.
Comunemente si ritiene che siano stati creati prima dell'uomo in numero
sterminato. Dalla Sacra Scrittura, e specialmente da San Paolo cui fa
eco la tradizione, si conosce che gli angeli sono distribuiti in 9
gerarchie: CHERUBINI, SERAFINI, TRONI, DOMINAZIONI, VIRTU, POTESTA,
PRINCIPATI, ARCANGELI e ANGELI.
Ciò che
chiaramente si ricava dalla Sacra Scrittura è che gli angeli non sono
uguali in dignità ma ve ne sono di superiori ed inferiori. Anche le loro
funzioni sono diverse. La Bibbia parla di angeli custodi (Mt XVIII,1O;
AttXII,15), di guide delle creature (Tob XII), di protettori di città e
nazioni (Dan XII, 1), di angeli che lodano Dio ed eseguono i suoi ordini
(Lc 11,13 ss) di angeli che stanno davanti al trono di Dio (Tob XII,
15).
Si parla talora
nella Bibbia di schiere Innumerevoli, di immensi eserciti celesti. Tutto
questo fa pensare ad un ordine, ad una gerarchia celeste - come sopra
riferito - a capo della quale è riconosciuto l'Arcangelo San Michele
(Apoc XII, 7-9). Gli angeli furono nell'atto stesso della creazione
elevati all'ordine soprannaturale però non tutti vi perseverarono. Molti
abusarono della loro libertà, si ribellarono a Dio con un atto di
superbia e così furono puniti immediatamente e condannati all'inferno.
San Tommaso
insegna che ogni angelo non solo è diverso dagli altri ma costituisce da
solo una specie. E' pure opinione di San Tommaso che gli angeli sono
presenti in determinati luoghi, ove esercitano la loro specifica azione,
e non altrove. (Dizionario Ecclesiastico, - UTET)
SAN TOMMASO
D'AQUINO E GLI ANGELI
Roccasecca, Frosinone, 1225
circa – Fossanova, Latina, 7 marzo 1274
Domenicano (1244), formatosi nel monastero di Montecassino e
nelle grandi scuole del tempo, e divenuto maestro negli
studi di Parigi, Orvieto, Roma, Viterbo e Napoli, impresse
al suo insegnamento un orientamento originale e
sapientemente innovatore. Affidò a molti scritti impegnati e
specialmente alla celebre ‘Summa’ la sistemazione geniale
della dottrina filosofica e teologica raccolta dalla
tradizione. Ha esercitato un influsso determinante
sull’indirizzo del pensiero filosofico e della ricerca
teologica nelle scuole dei secoli seguenti. (Mess. Rom.)
Patronato: Teologi, Accademici, Librai, Scolari, Studenti
Etimologia: Tommaso = gemello, dall'ebraico
Emblema: Bue, Stella
San Tommaso
d'Aquino, questo grande e indiscusso maestro di teologia,
autore di tanti scritti filosofici e teologici, nella sua opera
fondamentale "Summa Theologica" ha dedicato molta attenzione agli
angeli e a tutte le questioni teologiche ad essi connesse. Ne parlò con
tanta acutezza e penetrazione e seppe esprimersi nella sua opera in
maniera così convincente e suggestiva che già i suoi contemporanei lo
definirono "Doctor Angelicus", Dotto Angelico.
Durante la sua
vita Tommaso d'Aquino ebbe visioni angeliche e comunicazioni con i
Santi. All'inizio della sua vita il giovane Tommaso fu in balia delle
persecuzioni della sua famiglia e principalmente di sua madre, la
contessa Teodora che si opponeva affinchè non vestisse l'abito di San
Domenico. Fu anche rinchiuso per parecchi mesi nel castello di
Roccasecca, sempre ai fini di fargli cambiare opinione circa la scelta
della vita ecclesiastica.
Si racconta che
San Tommaso vide un angelo che gli mostrava un meraviglioso libro le cui
righe erano d'oro e azzurro: era un libro sui martiri. Quando era a
Parigi, lettore in teologia, gli fu ordinato di preparare la sua lezione
inaugurale di dottore in teologia. Tommaso, nella sua modestia, si
giudicò indegno di ricevere questo incarico e si mise in preghiera
supplicando di essere esonerato dal fardello del dottorato. Allora un
angelo, messaggero celeste, avendo preso la forma di un maestoso
vecchio, gli apparve e gli disse che doveva preparare la sua lezione
inaugurale e gli indicò anche il tema che doveva sviluppare nel corso
della sua esposizione.
Verso la fine
della sua vita San Tommaso, essendo stato rapito in estasi per un certo
tempo, dichiarò che tutto quello che aveva visto era cosi meraviglioso,
che tutto quello che aveva scritto era solo "fieno e paglia". E dopo
d'allora egli cessò di scrivere, con grande stupore e rammarico dei suoi
discepoli. Tommaso fu assistito dalla Vergine Maria, la Regina degli
angeli. Confidò ai suoi fratelli domenicani. . . che egli aveva ottenuto
tutto quello che aveva domandato per intercessione di Maria,
particolarmente la grazia di non aver dovuto abbandonare l'ordine
domenicano.
Tommaso non era
solo favorito dalle visioni angeliche e divine, ma era tormentato anche
dal demonio. Il De Biasio racconta che un giorno, mentre passeggiavano
sul terrazzo del convento a Napoli, videro un fantasma tenebroso vestito
di nero che veniva loro incontro: Tommaso si lanciò contro di lui, lo
cacciò e il fantasma diabolico sparì. Qualche giorno prima della morte
del Santo, un fanciullo che assisteva Tommaso gravemente infermo, vide
una splendida e luminosa stella penetrare dalla finestra e arrestarsi
durante un certo tempo al di sopra della testa del malato:
manifestazione effettiva della protezione divina di cui Tommaso godeva.
Tommaso
d'Aquino era quindi particolarmente competente per spiegare il problema
degli angeli, per parlare della loro natura e della loro missione. Ha
dedicato agli angeli le questioni dal numero 50 al 64 della Summa
Theologica.
San Tommaso
afferma che gli angeli sono di natura puramente immateriale e
spirituale, di numero incalcolabile, diversi per saggezza e perfezione,
suddivisi in gerarchie. Gli angeli non sono esistiti da sempre, ma
furono creati da Dio, forse prima del mondo materiale e dell'uomo. Essi
sono dotati di libero arbitrio ed è appunto in virtù di questo che una
parte di loro cadde nel peccato di superbia, di orgoglio e di Invidia,
divenendo angeli decaduti, demoni incapaci di amare Dio e l'uomo sua
creazione. Ogni uomo, sia esso cristiano o non cristiano, dice ancora
San Tommaso, ha un angelo custode che non lo abbandona mai, neppure se è
un grandissimo peccatore.
Gli angeli
custodi non impediscono che l'uomo faccia uso della sua libertà anche
per compiere il male, tuttavia operano su di lui illuminandolo e
ispirandogli buoni sentimenti. Il demonio, dal canto suo, agisce
sull'uomo in maniera opposta.Superando, anche con l'aiuto dell'angelo
custode, le tentazioni del demonio, l'uomo acquisisce meriti e procura
un bene a se stesso. Il demonio diviene quindi indirettamente
collaboratore di Dio per la salvezza dell'uomo. Gli uomini possono
parlare agli angeli, i quali non conoscono i segreti del loro cuore
(noti solo a Dio), presentandogli così le loro necessità, le loro
aspirazioni, i loro desideri.
(Da P.
Giovetti. "Angeli" Ed. Mediterranee)
GLI ANGELI CUSTODI
Gli angeli
custodi sono angeli incaricati della custodia dei singoli uomini; è una
verità che risulta da numerosi passi della Scrittura e dalla costante
Tradizione, tanto che la Chiesa ne celebra la festa il 2 ottobre e molti
la propugnano come veritàdi fede. Che ogni singolo uomo sia affidato
alla custodia di un angelo è ormai affermato anche dai teologi.Come ci è
vicino l'angelo che Dio ha legato alla nostra persona? Quali SONO le sue
funzioni? Quali servigi viene a renderci?
Prima di tutto,
egli ci tiene compagnia. Se non facesse altro, sarebbe già molto. Avere
un tal compagno, non sentirsi soli durante il cammino della vita, sapere
che abbiamo con noi, continuamente, un cosi grande personaggio che ci
ama, che avanza accanto a noi, col quale possiamo conversare, non è già
questo un grande beneficio?
Ma egli fa
molto di più; la sua presenza non e inattiva. La Chiesa ci spiega il suo
compito offrendo alla nostra meditazione, nel giorno della sua festa, il
racconto di ciò che fece l'Arcangelo Raffaele per il giovane Tobia. Nel
momento in cui questi si disponeva a partire per un paese sconosciuto in
cui suo padre lo inviava per recuperare una somma considerevole prestata
a Gabael, un giovanotto si offre per accompagnarlo ed indicargli la
strada. Durante il viaggio gli rende dei grandi servigi: sulle rive del
Tigri lo preserva dagli attacchi di un pesce mostruoso, glielo fa trarre
fuori dalle acque e squartare per estrarne un rimedio capace di
restituire la vista al padre cieco. Trova per il protetto una sposa
ideale nella persona di Sara, figlia di Raguel, li libera entrambi dalle
persecuzioni del demonio, recupera per loro Il debito di Gabael e, come
aveva promesso, riconduce sano e salvo il giovane al padre che, col
rimedio suddetto, guarisce dalla sua cecità.
Era l'Arcangelo
Raffaele. Si potrebbe pensare che Tobia era ben fortunato e che doveva
essere molto amato da Dio per ricevere da Lui un tal compagno! Ma noi
non siamo meno favoriti. Al contrario. L'Arcangelo non restò col giovane
Tobia che durante il viaggio. Il nostro angelo rimane accanto a noi
incessantemente, dal primo all'ultimo istante della nostra vita, senza
allontanarsi mai. Tobia non sapeva chi fosse il suo giovane compagno
(egli non glielo rivelò che al momento della sua partenza); se l'avesse
saputo, ne avrebbe certamente goduto di più e si sarebbe sentito piu
sicuro. Noi invece conosciamo con certezza la natura celeste del nostro
Custode.
Come Tobia,
anche noi abbiamo un pellegrinaggio da compiere su questa terra. Proprio
per questo, come a quel giovane, Dio invia a noi un compagno celeste
perchè ci guidi, ci assista, ci aiuti, ci protegga.
Il suo compito,
lo dice il nome, è custodirci, specialmente contro gli attacchi
dell'angelo cattivo, il demonio. L'angelo custode si sforza di fare per
il nostro bene ciò che il demonio tenta di fare per il nostro male; ci
tenta, per dir così, alla virtù (come quello ci tenta al peccato),
suggerendoci buoni pensieri, richiamando alla nostra mente ricordi
edificanti, avendo cura di prepararci buoni esempi ed occasioni di atti
meritori, allontanandoci dai pericoli, disponendo gli avvenimenti, per
quel che dipende da lui, per il nostro maggior bene, incoraggiandoci
nella pratica della virtù, spronandoci sulla via della perfezione,
invitandoci in mille modi alla riflessione, alla meditazione dei motivi
d'amar Dio ed evitare il peccato...
Il nostro
angelo non è soltanto un difensore, ma un animatore. Fa tutto quel che
gli è possibile per aiutarci e mette a nostra disposizione la sua
intelligenza e la sua scienza, la sua previdenza, la sua potenza, il suo
credito presso Dio, desideroso di impiegare tutto ciò in nostro favore.
Ci sta accanto, presso di noi, per il nostro bene, a nostro servizio. E
un vero servitore, inviatoci dal Padre. Tutto dedizione, ci ispira piena
fiducia. Vuole soltanto dare senza niente domandare. Se, anche l'ultimo
degli uomini, il più povero, il più umile, il più diseredato, il bimbo
che ancora non parla, hanno per servitore un messaggero del cielo; uomo
e angelo insieme: quale sicurezza e quale dignità!
La sua
assistenza è continua; ma si può star sicuri ch'essa diviene più
premurosa ed intensa quando incombe un pericolo per l'anima o per il
corpo, nella prova, nella sofferenza o nelle difficoltà, e soprattutto
all'avvicinarsi della morte, quando è più grande il bisogno di
soccorso.I nostri buoni angeli sono chiamati angeli custodi - spiega S.
Francesco di Sales ("Trattenimenti spirituali quote III, 51) - perchè
hanno l'ufficio di assisterci con le loro ispirazioni, di difenderci nei
pericoli, di correggere i nostri difetti; di spronarci all'acquisto
della virtù; hanno l'incarico di portare le nostre preghiere al trono
della divina bontà, maestà e misericordia del Signore, e di riportare a
noi l'esaudimento di esse; le grazie che ci vengono elargite, ci sono
date per l'intercessione dei nostri buoni angeli.
San Tommaso si
domanda se l'angelo custode provi dolore dei mali del suo protetto,
specialmente quando lo vede resistere alla sua azione e commettere
peccato. Risponde negativamente: Gli angeli, egli dice, non provano
dolore nè dei peccati nè delle pene degli uomini. Tale tristezza, in
essi come in tutti gli Eletti, è incompatibile con la felicità celeste.
Tristezza o
dolore traggono origine dalla volontà contrariata, quando non si vuole
ciò che succede. Ora, gli angeli non vogliono che ciò che Dio vuole e
com'Egli lo vuole; la loro volontà si identifica totalmente con quella
di Dio che essi amano soprattutto e intensamente. La gloria di Dio esige
che l'anima intelligente sia libera d'amarlo o di offenderlo. Non
considerano nel peccato che la gloria di Dio. La sofferenza che deriva
dal peccato glorifica Dio provando che Egli è il fine dell'uomo e che
non si violano impunemente i suoi diritti e la sua autorità.
Parlando in
senso assoluto gli angeli non vogliono i peccati e le Pene degli uomini;
però li vogliono come Dio li vuole oli permette per la sua gloria e per
il loro bene. Se ogni uomo è assistito da un angelo che lo aiuta ad
evitare il peccato e a praticare la virtù, come mai sono così numerosi i
violatori della morale, gli uomini che cedono alle suggestioni del
demonio, soccombono alla tentazione e si mostrano cos\ì moralmente
deboli?
Come mai noi
stessi non ci sentiamo più forti nella pratica del bene?
E' come se
dicessimo: come mai, nonostante l'abbondanza delle grazie divine, non
sono santi tutti quelli cui esse vengono elargite?
L'angelo - come
la grazia - ci invita al bene; bisogna però consentirvi. Ci suggerisce
alcuni motivi per respingere la tentazione o compiere degli atti di
virtù; bisogna però considerarli, farvi attenzione e aderire alle loro
ispirazioni. Non diversamente della grazia, egli non forza la nostra
volontà. Restiamo liberi d'accettare o di rifiutare; di seguire le sue
ispirazioni odi resistere; di rendere efficace o sterile la sua azione.
Che gli uomini periscano - conclude San Tommaso - non va imputato alla
negligenza o all'indolenza dell'angelo, ma alla malizia degli uomini. Se
per nostra colpa rendiamo inefficace la sua azione, questo non infirma
la sua realtà; egli non può nulla senza la nostra cooperazione.
Si dirà ancora:
se il nostro angelo deve custodirci, perchè avviene che possiamo essere
vittime d'incidenti o anche di catastrofi? Affermiamo innanzi tutto che
i mali e gli incidenti da cui ci preserva sono molto più numerosi di
quel che non pensiamo: noi non percepiamo il suo intervento invisibile.
Tra quelli ch'egli non impedisce, ce ne sono alcuni di cui siamo
responsabili proprio noi per non aver seguito le sue ispirazioni ed aver
agito alla leggera, con trascurata imprudenza. Altri derivano dalle
colpe di coloro da cui dipendiamo.
Ce ne sono poi
ancora altri cui l'angelo permette che accadano per farci toccare con
mano le funeste conseguenze dei nostri atti cattivi, per farceli
detestare ed evitare in avvenire, o anche espiare in questa vita; per
distaccarci dalle creature e riavvicinarci a Dio; per fornirci
l'occasione di manifestargli la nostra sottomissione e il nostro amore;
per esercitare e temprare la nostra volontà; per permetterci di
guadagnare una ricchezza di meriti e una più grande ricompensa in
cielo...
Egli è un
operaio intelligente e devoto del divin Vignaiuolo che pota la vigna
della nostra anima, anche a costo di farla piangere, perchè porti frutti
più copiosi. E sempre fedele esecutore dei disegni della Provvidenza su
di noi. Ma se interviene soprattutto per il bene della nostra anima,
egli custodisce anche il nostro corpo e i nostri stessi interessi
temporali, se sono utili al nostro progresso spirituale.
Ci serve in
tutto: la sua custodia è estesissirna. Tutto ciòche ci riguarda lo
Interessa. Da quanti mali, incidenti, cause dl morte, non ci protegge,
anche a nostra insaputa! Suarez (De Angelis c.VI; e XIX) riduce a sette
le funzioni dell'angelo custode presso di noi.
1) Ci libera
dai pericoli che minacciano il nostro corpo o la nostra anima, allontana
da noi le cause esteriori o ci ispira il pensiero di evitar\le anche se
non ne sospettiamo i rischi;
2) Ci stimola e
ci fa operare il bene ed evitare il male;
3) Trattiene i
demoni, diminuisce la gravità delle loro tentazioni e il numero dei
cattivi pensieri che ispirano e delle occasioni di peccato che
provocano;
4) Presenta a
Dio le nostre preghiere;
5) Prega per
noi;
6) Talvolta ci
infligge delle pene: per castigare le nostre colpe e correggerci
facendocene sentire le dolorose conseguenze, e anche per offrirci
l'occasione di esercitare la virtù e di accrescere i nostri meriti;
7) Al momento
della nostra morte, condurrà la nostra anima in cielo, se è pura da ogni
macchia, o in Purgatorio se deve passarvi per purificarsi e verrà a
trovarla per consolarla.
Il nostro
angelo custode è lo strumen\to della sollecitudine paterna di Dio a
nostro riguardo e l'intermediario della sua benevolenza. Molte delle
grazie a noi destinate passano attraverso lui. Fa per noi molto più di
quel che pensiamo; la sua azione è invisibile come lui. Non sapremo che
in cielo tutto ciò che gli dobbiamo, tutti i mali dell'anima e del corpo
da cui ci preserva, tutti i beni che ci procura, tutte le grazie che ci
assicura, tutti i servigi che ci rende. E gliene saremo eternamente
riconoscenti.
Ma non bisogna
attendere quel giorno per testimoniargli la nostra gratitudine. E un
dovere ed è nel nostro interesse: nonè forse un buon mezzo per
incoraggiarlo a continuarci la sua generosa assistenza? Non c'è nulla
che, come l'ingratitudine, chiuda il cuore, anche quello degli angeli.
Da Cuttaz, 'IL
nostro angelo custode' - Ed. Paoline
COME AGISCONO GLI
ANGELI
Gli angeli
cooperano nelle nostre buone azioni, su tutte le nostre vite, ossia nei
nostri modi di essere e possono condurci al meglio, qualora si presti
ascolto al loro monito dolcemente imperioso, espresso sempre con
rispetto alla nostra libertà. Essi non agiscono direttamente sull'intimo
della intelligenza e della volontà, ma piuttosto sui sensi interiori e
sulla immaginazione, rievocando anche ricordi di antica data, parole
udite di rara saggezza; la loro parola senza suono è silenzio che parla
al cuore.
Con la loro
compagnia invocata, avvertita, amata, tu, pellegrino sulla terra,
incerto del cammino, spesso desolato e stanco, vincerai il senso così
amaro della solitudine. Dilla la preghiera all'angelo custode che tua
madre metteva sulle tue labbra di piccolo fanciullo, dilla mattina e
sera e in ogni ardua congiuntura per evitare gravi pericoli.
E al tuo alato
e sorridente amico, che talvolta ti renderà nota la sua presenza con
piccoli e istantanei raggi di luce soccorrendoti in varie circostanze,
renderai doverose grazie. Una condizione però ti chiede: che tu, al pari
di lui, detesti la colpa prima cagione di tutti i mali, che tu ami il
Signore e faccia del bene sempre a tutti, in una vita onorata e
virtuosa.
Da G. Del Ton.
'verità su angeli e arcangeli -Ed. Giardini)
Orazio
Gentileschi, Sacrificio di Isaceo
PADRE PIO E L'
ANGELO CUSTODE
Padre Pio aveva
una particolarissima, delicata, rispettosa devozione per l'angelo
custode.Il suo piccolo compagno d'infanzia, Il buon Angiolino, gli fu
sempre d'aiuto.
Fu l'amico
obbediente, preciso, puntuale che, da grande maestro di santità,
esercitò su di lui uno stimolo continuo per progredire nel1'esercizio di
tutte le virtù.La sua azione assidua e discreta fu di guida, di
consiglio e di sostegno. Se, per un dispetto del demonio, alcune lettere
del suo confessore gli giungevano macchiate d'inchiostro, egli sapeva
come renderle leggibili perchè l'Angiolino gli aveva suggerito che
all'arrivo della lettera l'avesse aspersa con l'acqua benedetta prima
d'aprirla (cfr. EpistolarioI, pag. 321).
Quando riceveva
una lettera scritta in francese era l'angelo custode a fargli da
interprete:Se la missione del nostro angelo custode è grande, quella del
mio è di certo più grande, dovendomi anche fare da maestro nella
spiegazione di altre lingue(o.c. pag. 304).
Si avvaleva
dell' aiuto dell'angelo custode per diffondere il suo apostolato
mariano: Vorrei avere una voce si forte per invitare i peccatori di
tutto il mondo ad amare la Madonna. Ma poichè ciò non è in mio potere ho
pregato e pregherò il mio Angiolino a compiere per me questo ufficio
(o.c. pag. 277).
L'angelo
custode era l'intimo amico che al mattino, dopo averlo svegliato, con
lui lodava il Signore: La notte ancora, al chiudersi degli occhi, vedo
abbassarsi il velo ed aprirmisi dinanzi il Paradiso ed allietato da
questa visione dormo in un sorriso di dolce beatitudine sulle labbra e
con una perfetta calma sulla fronte, aspettando che il piccolo compagno
della mia infanzia venga a svegliarmi e cos\ì sciogliere insieme le lodi
mattutine al diletto dei nostri cuori(o.c. pag. 308).
Negli assalti
infernali era l'angelo custode, l'invisibile amico, che leniva le sue
pene: compagno della mia infanzia cerca di smorzare i dolori che mi
affliggono quegli impuri apostati, col cullarmi lo spirito in segno di
speranza(o.c. pag. 321).
Quando l'angelo
non era sollecito ad intervenire, Padre Pio confidenzialmente sapeva
muovergli anche un aspro e fraterno rimprovero. Non vi dico poi in che
modo mi vanno percotendo quei disgraziati. Certe volte mi sento presso a
morire. Sabato mi sembrò che mi volessero proprio finire, non sapevo più
a che santo votarmi. Mi rivolgo al mio angelo. Dopo essersi fatto
aspettare per un pezzo, eccolo infine aleggiarmi intorno e con la sua
voce angelica cantava inni alla divina maestà. Successe che lo sgridai
aspramente d'essersi fatto così lungamente aspettare, mentre io non
avevo mancato di chiamarlo in mio soccorso. Per castigarlo non volevo
guardarlo in viso, volevo allontanarmi, volevo sfuggirlo, ma egli
poverino mi raggiunse quasi piangendo finchè sollevato lo sguardo, lo
fissai in volto e lo trovai tutto spiacente.
"...Ti sono
sempre vicino - egli dice - io mi aggiro sempre a te d'intorno, questo
mio affetto per te non si spegnerà neppure con la vita" (o.c. pag. 311).
Padre Pio
riconobbe ed apprezzò la funzione di messaggero dell'invisibile amico.
Se hai bisogno - ripeteva ai suoi figli spirituali - mandami il tuo
angelo custode.
Ed aveva un
gran da fare, durante le ore del giorno e della notte, per ascoltare i
messaggi dei suoi figli che tante creature angeliche, obbedienti, gli
portavano. (Da G. Preziuso. L' invisibile amico - 'Voce di Padre Pio
nov. 1992)
I MISTICI, I SANTI
E GLI ANGELI
Nella vita dei
mistici e dei santi gli incontri angelici sono frequenti.
La
Beata Angela da Foligno (1248-1309)
Affermò di
essere stata inondata da gioia immensa alla vista degli angeli: Se non
l'avessi sentita, non avrei creduto che la vista degli angeli fosse
capace di dare una tale gioia. Angela, sposa e madre, si era convertita
nel 1285 dopo una vita dissoluta, aveva iniziato un cammino mistico che
l'aveva portata a divenire perfetta sposa di Cristo che le era apparso
più volte insieme agli angeli.
Agnese
da Montepulciano (1268-1317),
un'altra
mistica del Medioevo ricevette ben dieci volte la comunione dalle mani
di un angelo e fu più volte consolata dalla visione degli angeli. Da un
angelo ricevette anche l'ordine di edificare un monastero.
Santa
Rosa da Viterbo (1235-1252)
che fin
dall'età di 7 anni manifestò l'intenzione di entrare in convento e la
cui breve vita densa di eventi miracolosi, ebbe frequenti apparizioni di
un angelo che le preannunciava eventi futuri, tra cui la morte di
Federico Il.
Santa
Chiara da Montefalco (1268-1308)
detta Suor
Chiara della Croce per la sua grande devozione al Crocefisso. Tutta la
vita di Chiara è pervasa da fenomeni straordinari, soprattutto visioni,
apparizioni, lotte vittoriose contro il demonio. Gli angeli apparvero a
Chiara più volte, durante le visioni della Natività, della Crocifissione
e della Resurrezione di Gesù
Santa
Francesca Romana (1384-1440)
la santa più
conosciuta e amata dai romani. Bella e intelligente, avrebbe voluto
essere sposa di Cristo, ma per obbedire al padre acconsenti al
matrimonio con un patrizio romano e fu madre e sposa esemplare. Rimasta
vedova si dedicò completamente alla vocazione religiosa. Fu fondatrice
delle Oblate di Maria. Tutta la vita di questa santa è accompagnata da
figure angeliche, in particolare sentiva e vedeva accanto a sè sempre un
angelo. Il primo intervento dell'angelo è del 1399 salvando Francesca e
sua cognata che erano cadute nel Tevere. L'angelo si presentava come un
bambino di 10 anni con i capelli lunghi, gli occhi splendenti, vestito
di una tunica bianca; fu soprattutto vicino a Francesca nelle numerose
violente lotte che ella dovette sempre sostenere con il diavolo. Questo
angelo fanciullo rimase accanto alla santa per 24 anni, poi fu
sostituito da un altro molto più risplendente del primo, di gerarchia
superiore, che restò con lei fino alla morte.
Francesca fu
amatissima dal popolo di Roma per la straordinaria carità e le
guarigioni che otteneva.
San Francesco
d'Assisi (1182-1226)

Padre Pio da
Pietrelcina (1887-1968)

Gemma Galgani

Edvige Carboni (1880-1952)

San Giovanni Battista

S. Giovanni Bosco

S.
Angela Merici

S. Rosa da Lima

S. Filippo Neri

S. Margherita da Cortona

S. Felice di Nola III sec. – 14 gennaio 313?

S.
Caterina da Siena
(1347 /1380)

San Francesco
d'Assisi (1182-1226)
La devozione di
San Francesco per gli angeli è descritta da San Bonaventura in questi
termini:Con inseparabile vincolo d'amore era unito agli angeli, a questi
spiriti che ardono d'un fuoco meraviglioso e, con esso, penetrano in Dio
e infiammano le anime degli eletti. Per devozione verso di loro, a
cominciare dalla festa dell'Assunzione della Vergine santissima,
digiunava per 40 giorni, attendendo continuamente alla preghiera. Era
particolarmente devoto di San Michele Arcangelo
S.
Caterina da Siena
Siena, 25 marzo 1347 -
Roma, 29 aprile 1380
«Niuno Stato si può conservare nella legge civile in stato
di grazia senza la santa giustizia»: queste alcune delle
parole che hanno reso questa santa, patrona d'Italia,
celebre. Nata nel 1347 Caterina non va a scuola, non ha
maestri. I suoi avviano discorsi di maritaggio quando lei è
sui 12 anni. E lei dice di no, sempre. E la spunta. Del
resto chiede solo una stanzetta che sarà la sua ""cella"" di
terziaria domenicana (o Mantellata, per l'abito bianco e il
mantello nero). La stanzetta si fa cenacolo di artisti e di
dotti, di religiosi, di processionisti, tutti più istruiti
di lei. Li chiameranno ""Caterinati"". Lei impara a leggere
e a scrivere, ma la maggior parte dei suoi messaggi è
dettata. Con essi lei parla a papi e re, a donne di casa e a
regine, e pure ai detenuti. Va ad Avignone, ambasciatrice
dei fiorentini per una non riuscita missione di pace presso
papa Gregorio XI. Ma dà al Pontefice la spinta per il
ritorno a Roma, nel 1377. Deve poi recarsi a Roma, chiamata
da papa Urbano VI dopo la ribellione di una parte dei
cardinali che dà inizio allo scisma di Occidente. Ma qui si
ammala e muore, a soli 33 anni. Sarà canonizzata nel 1461
dal papa senese Pio II. Nel 1939 Pio XII la dichiarerà
patrona d'Italia con Francesco d'Assisi. (Avvenire)
Patronato: Italia, Europa (Giovanni Paolo II, 1/10/99)
Etimologia: Caterina = donna pura, dal greco
Padre Pio da
Pietrelcina (1887-1968)
devotissimo
dell'angelo. Nelle battaglie numerose e durissime che dovette sostenere
con il maligno, un personaggio luminoso, certo un angelo, gli fu sempre
vicino per aiutarlo e dargli forza. Che l'angelo ti accompagni diceva a
chi gli chiedeva la benedizione. Una volta disse:
Pare
impossibile quanto siano obbedienti gli angeli!
Nel caso di
un'altra grande mistica del no\stro tempo, Teresa Neumann,
contemporanea di Padre Pio, troviamo un contatto quotidiano e sereno con
gli angeli. Essa nacque nel paesino dl Konnersreuch in Baviera nel 1898
e qui mori nel 1962. Il suo desiderio sarebbe stato quello di farsi
suora missionaria, ma ne fu impedita da una grave malattia, conseguenza
di un incidente, che la rese cieca e paralizzata. Per anni rimase a
letto, sopportando serenamente la propria infermità e fu poi
improvvisamente guarita prima dalla cecità poi dalla paralisi, per
l'intervento di Santa Teresa di Lisieux di cui la
Neumann era devota.
Ben presto
Incominciarono le visioni della passione di Cristo che accompagnarono
Teresa per tutta la vita ripetendosi ogni venerdi, in più, gradualmente,
si manifestarono le stigmate. In seguito Teresa avverti sempre meno il
bisogno di nutrirsi.
Poi smise
completamente di mangiare e di bere. Il suo digiuno totale, controllato
da apposite commissioni nominate dal vescovo di Ratisbona, durò ben 36
anni. Riceveva quotidianamente solo l'Eucaristia. Più di una volta le
visioni di Teresa ebbero come oggetto il mondo angelico. Del proprio
angelo custode percepiva la presenza: lo vedeva alla propria destra e
vedeva anche l'angelo dei suoi visitatori. Teresa riteneva che il suo
angelo la proteggesse dal demonio, la sostituisse nei casi di
bilocazione (ella fu vista spesso contemporaneamente in due luoghi) e
l'aiutasse nelle difficoltà.
Poi
Teresa Palminota, stigmatizzata, morta a Roma nel 1934 a soli
38 anni. Anche Teresa aveva familiarità con l'angelo custode che
chiamava "il mio angioletto" ed al quale attribuiva molti fatti
spirituali e anche interventi concreti.
Natuzza
Evolo
- vivente - di
Paravati in Calabria è uno straordinario personaggio del nostro tempo.
Sposata, con molti figli, ha oggi oltre sessant'anni ed è apparentemente
una normalissima donna del meridione. Da sempre però è protagonista di
fenomeni eccezionali: ha il dono della bilocazione, sul suo corpo
appaiono scritte di sangue e la settimana di Pasqua sulle sue mani, sui
suoi piedi e sul suo costato si aprono le stigmate. Natuzza dice di
vedere costantemente l'angelo custode accanto alle persone. Dice che
l'angelo custode rispetto alle persone sta alla destra, al sacerdote sta
alla sua sinistra. Dice: Tante volte capita che viene un sacerdote
vestito in borghese e io capisco che è un sacerdote vedendo l'angelo
alla sua sinistra. Quando gli bacio la mano lui chiede: Come avete
capito? Gli rispondo: Vedo l'angelo custode alla vostra sinistra...
Di molti altri Santi e beati potremmo parlare che avevano rapporto con gli angeli
(tra i principali):
S. Felice di
Nola III sec. – 14 gennaio 313?
La
vita del prete Felice ci è narrata da san Paolino di Nola, a
cui si deve anche l'importante complesso di basiliche
paleocristiane a Cimitile, a sei chilometri dalla località
campana. Qui erano state deposte le spoglie di Felice, morto
probabilmente dopo il 313. Nato a Nola nel III secolo da un
ricco padre di origini orientali, aveva sofferto le
persecuzioni ed era stato imprigionato, torturato e poi
liberato miracolosamente da un angelo che lo condusse in un
luogo deserto (per questo, pur non essendo stato ucciso è
stato venerato come martire). Grazie alla pace costantiniana
Felice era rientrato in diocesi. Qui, pur essendo stato
indicato come successore dal vescovo Massimo, alla morte di
questi rifiutò l'elezione e visse in povertà fino alla fine
dei suoi giorni. In suo onore si tengono due feste con
processioni dal 5 al 14 gennaio, data della sua memoria
liturgica. (Avvenire)
Etimologia: Felice = contento, dal latino
S. Margherita da Cortona
Laviano, Perugia, 1247 – Cortona, Arezzo, 22 febbraio 1297
Nata a Laviano (Perugia) nel 1247, diciottenne va a
convivere con un giovane nobile di Montepulciano, che non la
sposa neppure quando nasce un figlio, e che muore
assassinato nove anni dopo. (La tradizione racconta di un
cagnolino che la guida a ritrovarlo cadavere, in un bosco).
Allontanata dai parenti dell'uomo e dalla propria famiglia
trova accoglienza a Cortona. Lavora come infermiera per le
partorienti, educa il figlio, che si farà poi francescano, e
si dedica agli ammalati poveri. Prende con sé alcune
volontarie che si chiameranno «Poverelle», promuove
l'assistenza gratuita a domicilio, si fa aiutare da famiglie
importanti e nel 1278 fonda l'ospedale della Misericordia.
Vive un periodo da contemplativa e una domenica ricompare a
Laviano, per raccontare in chiesa, durante la Messa, le sue
vicende giovanili, e per chiedere perdono. A Cortona spesso
la gente va da lei, nella cella presso la Rocca dove si è
stabilita nel 1288: chiede il suo intervento nelle contese
cittadine e nelle lotte con altre città. Nel 1289 Margherita
è tra coloro che danno vita alla Confraternita delle Laudi.
Morirà a Cortona nel 1297. (Avvenire)
Patronato: Prostitute pentite
Etimologia: Margherita = perla, dal greco e latino
S. Filippo Neri
Firenze, 1515 - Roma, 26 maggio 1595
Fondò l'Oratorio che da lui ebbe il nome. Unì all'esperienza
mistica, che ebbe le sue più alte espressioni specialmente
nella celebrazione della Messa, una straordinaria capacità
di contatto umano e popolare. Fu promotore di forme nuove di
arte e di cultura. Catechista e guida spirituale di
straordinario talento, diffondeva intorno a sè un senso di
letizia che scaturiva dalla sua unione con Dio e dal suo
buon umore. (Mess. Rom.)
Patronato: Giovani
Etimologia: Filippo = che ama i cavalli, dal greco
S. Rosa da Lima
Lima, Perù, 1586 - 24
agosto 1617
Nacque a Lima il 20 aprile 1586, decima di tredici figli. Il
suo nome di battesimo era Isabella. Era figlia di una nobile
famiglia, di origine spagnola. Quando la sua famiglia subì
un tracollo finanziario. Rosa si rimboccò le maniche e aiutò
in casa anche nei lavori materiali. Sin da piccola aspirò a
consacrarsi a Dio nella vita claustrale, ma rimase «vergine
nel mondo». Il suo modello di vita fu santa Caterina da
Siena. Come lei, vestì l'abito del Terz'ordine domenicano, a
vent'anni. Allestì nella casa materna una sorta di ricovero
per i bisognosi, dove prestava assistenza ai bambini ed agli
anziani abbandonati, soprattutto a quelli di origine india.
Dal 1609 si richiuse in una cella di appena due metri
quadrati, costruita nel giardino della casa materna, dalla
quale usciva solo per la funzione religiosa, dove
trascorreva gran parte delle sue giornate a pregare ed in
stretta unione con il Signore. Ebbe visioni mistiche. Nel
1614 fu obbligata a trasferirsi nell'abitazione della nobile
Maria de Ezategui, dove morì, straziata dalle privazioni,
tre anni dopo. Era il 24 agosto 1617, festa di S.
Bartolomeo. (Avvenire)
Patronato: Fioristi
Etimologia: Rosa = dal nome del fiore
S.
Angela Merici
Desenzano sul Garda
(Brescia), 21 marzo 1474 – Brescia, 27 gennaio 1540
Angela Merici fondò nel 1535 la Compagnia di Sant'Orsola,
congregazione le cui suore sono ovunque note come Orsoline.
Le sua idea di aprire scuole per le ragazze era
rivoluzionaria per un'epoca in cui l'educazione era
privilegio quasi solo maschile. Nata nel 1474 a Desenzano
del Garda (Brescia) in una povera famiglia contadina, entrò
giovanissima tra le Terziarie francescane. Rimasta orfana di
entrambi i genitori a 15 anni, partì per la Terra Santa. Qui
avvenne un fatto insolito. Giunta per vedere i luoghi di
Gesù, rimase colpita da cecità temporanea. Dentro di sé,
però, vide una luce e una scala che saliva in cielo, dove la
attendevano schiere di fanciulle. Capì allora la sua
missione. Tornata in patria, diede vita alla nuova
congregazione, le cui prime aderenti vestivano come le altre
ragazze di campagna. La regola venne stampata dopo la morte,
avvenuta a Brescia il 27 gennaio del 1540. E' santa dal
1807. (Avvenire)
Etimologia: Angela = messaggero, nunzio, dal greco
S. Giovanni Bosco
Castelnuovo d’Asti, 16
agosto 1815 – Torino, 31 gennaio 1888
Grande apostolo dei giovani, fu loro padre e guida alla
salvezza con il metodo della persuasione, della religiosità
autentica, dell’amore teso sempre a prevenire anziché a
reprimere. Sul modello di san Francesco di Sales il suo
metodo educativo e apostolico si ispira ad un umanesimo
cristiano che attinge motivazioni ed energie alle fonti
della sapienza evangelica. Fondò i Salesiani, la Pia Unione
dei cooperatori salesiani e, insieme a santa Maria
Mazzarello, le Figlie di Maria Ausiliatrice. Tra i più bei
frutti della sua pedagogia, san Domenico Savio, quindicenne,
che aveva capito la sua lezione: “Noi, qui, alla scuola di
Don Bosco, facciamo consistere la santità nello stare molto
allegri e nell’adempimento perfetto dei nostri doveri”.
Giovanni Bosco fu proclamato Santo alla chiusura dell’anno
della Redenzione, il giorno di Pasqua del 1934. Il 31
gennaio 1988 Giovanni Paolo II lo dichiarò Padre e Maestro
della gioventù, “stabilendo che con tale titolo egli sia
onorato e invocato, specialmente da quanti si riconoscono
suoi figli spirituali”.
Patronato: Educatori, Scolari, Giovani, Studenti, Editori
Etimologia: Giovanni = il Signore è benefico, dono del
Signore, dall'ebraico
San
Giovanni Battista
Natività di San Giovanni
Battista Profeta e martire
24 giugno
Ain Karim (Galilea) – † Macheronte? Transgiordania, I secolo
Giovanni Battista è l'unico santo, oltre la Madre del
Signore, del quale si celebra con la nascita al cielo anche
la nascita secondo la carne. Fu il più grande fra i profeti
perché poté additare l'Agnello di Dio che toglie il peccato
del mondo. La sua vocazione profetica fin dal grembo materno
è circondata di eventi straordinari, pieni di gioia
messianica, che preparano la nascita di Gesù. Giovanni è il
Precursore del Cristo con la parole con la vita. Il
battesimo di penitenza che accompagna l'annunzio degli
ultimi tempi è figura del Battesimo secondo lo Spirito. La
data della festa, tre mesi dopo l'annunciazione e sei prima
del Natale, risponde alle indicazioni di Luca. (Mess. Rom.)
Patronato: Monaci
Emblema: Agnello, ascia
Gemma Galgani
E in tempi più
vicini a noi,che dire dell'angelica dimestichezza che aveva la soave
Gemma Galgani con l'angelo? Egli la vegliava giorno e
notte e sovente le recava le missive a destinazione. L'angelo custode di
Gemma le appariva spesso. Parlavano tra di loro come se
fossero tra buoni amici. La purezza e l'innocenza di Gemma
devono aver attratto quest'angelo glorioso dal cielo al suo
fianco. Gemma e l'angelo, con le ali aperte o inginocchiato
accanto a lei, recitavano preghiere vocali o salmi, in
alternanza. Meditando sulla Passione di Nostro Signore, il
suo angelo la ispirava con le intuizioni piu' sublimi su
questo mistero. Il suo angelo custode le parlo' un giorno
riguardo all'agonia di Cristo:
"Guarda che cosa ha sofferto Gesù per l'uomo. Considera
queste ferite una per una. É l'amore che le ha aperte.
Guarda com'è esecrabile il peccato, perché per espiarlo,
sono stati necessari tanto dolore e tanto amore."
Edvige Carboni (1880-1952)
il cui angelo custode le era sempre
vicino: alcune volte Edvige vedeva l'angelo che faceva il letto della
sorella Paolina mentre lei era ammalata. Paolina rimproverava Edvige di
essersi affaticata per le faccende domestiche ed Edvige ad insistere nel
dire che lei non aveva faticato per niente, che al suo posto aveva
lavorato l'angelo custode. Il suo direttore spirituale diceva: L'angelo
custode le era vicino e l'aiutava anche nelle faccende domestiche quando
lei era ammalata
Anche
Teresa Museo (1943-1976) la stigmatizzata di Caiazzo, in
provincia di Caserta, riferisce nel suo diario dei rapporti con il suo
angelo custode. Quando era piccola, la sera del 15 marzo 1948, durante
un furioso temporale, mentre Teresina stava pregando, le apparve il suo
angelo custode dalle ali d'oro\, dagli occhi come due stelle, e dalle
labbra come due rose.
Le fa fare il
segno della croce e l'invita a ripetere: Gesù, Maria, Vi amo, Vi dono la
mia volontà e Voi datemi in salvo tutta l'umanità. L'angelo inoltre
l'invita a pregare, a soffrire ed a offrire tutto con gioia, senza mai
perdersi d'animo, per la liberazione delle anime del Purgatorio e per la
salvezza delle anime.
Ciò detto
scompare lasciando nella sua stanzetta un intenso profumo (Diario pagg.
666-667).
Tutte le
mattine - scrive Teresa in data 5 aprile 1948 - l'angelo mi veniva a far
visita e mi faceva pregare insieme a lui. Dopo la preghiera l'angelo le
diceva: Teresa, prega per i peccatori e per la salvezza delle anime!
Sappi che i peccati che mandano anime all'inferno sono i peccati
impuri(Diario pag. 673).
La mattina dei
2 ottobre 1975, Teresa vede dinanzi a s\è il suo angelo custode:Era
bellissimo - scrive - con i capelli biondo-oro, con le ali d'argento,
con il vestito bianco. Aveva ai piedi sandaletti d'oro. Le sue labbra
erano due fiammelle, i suoi occhi erano due stelle, alla cintura aveva
una striscia di sole. Gli ho chiesto: "Angelo mio custode, sento un
grande desiderio di abbracciare Gesù. Quando gli sarò vicina tu,
angioletto mio, dammi la forza di abbracciarlo". L'angelo mi ha
risposto: "Si, lo farò"
Da P. Giovetti,
op. dt
Preghiere ai
nostri Angeli Custodi:
In tutte le
culture si crede nell'esistenza di Entità Superiori pronte ad aiutare
gli Uomini quando questi lo chiedono.
La Tradizione
Esoterica ci insegna, in modo concreto, che vi sono nove Cori di Angeli,
ognuno dei quali è governato da un Arcangelo ed è composto di otto
Angeli Custodi.
Ogni Angelo
Custode ha il suo "domicilio" in uno spazio che comprende 5 gradi (5
giorni) dello Zodiaco, cosicchè le persone nate in quei 5 gradi-giorni
hanno questo Angelo come ANGELO CUSTODE, guida, tutore e protettore.
Ogni Angelo
Custode può sdoppiarsi all'infinito, sempre conservando la stessa
identità e volontà.
L'Angelo
Hahahel ha detto: "Noi siamo molteplici, ma con un'unica volontà, come
il Signore". Così, quando un Angelo ha compiuto la missione per la quale
e stato creato, ritorna alla sua origine. La natura degli Angeli è
quella di concederci ciò che chiediamo loro per mezzo della PREGHIERA
L'Affermazione
di Gesù e di tutti i Profeti "Chiedete e vi sarà dato" non è una favola!
E' sufficiente formulare una PREGHIERA perchè le Entità Superiori
entrino in azione per soddisfare completamente la persona. Infatti, una
Legge Cosmica obbliga i grandi a rispondere, sempre, positivamente, alle
richieste dei piccoli, in modo particolare se queste richieste
riguardano il nostro benessere materiale, mostrando cosi che l'Acqua
Viva (che il nostro Angelo Custode desidera offrirci) ci manca; l'Acqua
Viva degli Angeli Custodi.
Attraverso la
PREGHIERA, la nostra Entità Umana diventa recettrice e dal momento in
cui è stata formulata, l'Angelo Custode può trasmetterci la sua Luce e i
suoi Poteri. Possiamo chiedere al nostro Angelo Custode i suoi poteri ma
anche quelli di altri Angeli Custodi, poichè egli ha il compito di
trasmetterli.
Noi ci mettiamo
in contatto con il nostro Angelo Custode ogni volta che gli rivolgiamo
la sua Preghiera. Ma, se, di 5 Giorni in 5 Giorni, rivolgeremo le
Preghiere ai diversi Angeli, otterremo tutti i poteri, tutti i doni.\
Questa Acqua
Viva degli Angeli Custodi, apporta soluzione. I santi Nomi degli Angeli
Custodi, i Nomi-Titoli dei diversi Cori di Angeli Custodi (Serafini,
Cherubini, Troni, ecc...) sono simbolici. Come noi ci chiamiamo
Francesco senza essere San Francesco, o Maria senza essere Santa Maria,
o Sofia senza essere Santa Sofia, così gli Angeli Custodi appartengono
tutti (qualunque sia il Coro di cui fanno parte) al Regno degli Angeli,
superiore a quello degli Umani, proprio come il Regno degli Umani è
superiore al Regno Animale, il Regno Animale è superiore al Regno
Vegetale e il Regno Vegetale è superiore al Regno Minerale...
GLI
ARCANGELI
(o Angeli Superiori)
Sono forze Coscienti (Entità) che cnalizzano le
differenti energie del Sistema Solare. Queste energie sono divise (in 72
pezzi) dagli Angeli Custodi, affinchè ogni persona (se lo chiede) possa
assimilarle senza difficoltà. Gli Angeli Custodi sono una sorta di
autisti-fattorini dello spazio, portatori di energia e responsabili del
materiale (energetico) che ci consegnano.
IL
SESSO DEGLI ANGELI
Tutto,
nell'Universo, possiede un elemento positivo e un elemento negativo
(maschio e femmina); è il fondamento della Creazione Universale e non
esistono eccezioni a questa regola.
Così, gli
Angeli Custodi hanno il nome che termina con (EL) hanno caratteristiche
cosmiche maschili, mentre quelli che portano il nome di Dio nel suo
significato femminile (IAH) hanno caratteristiche cosmiche femminili.
Ogni Angelo
Custode ci trasmette delle forze ben determinate: quelle che provengono
dai gradi dello Zodiaco da lui controllati, a partire dal suo domicilio,
e quelle emanate dall'Arcangelo che governa il Coro al quale l'Angelo
Custode appartiene.
La Preghiera è
un atto soprannaturale che eleva la condzione umana.Essa ci permette di
raggiungere Esseri Superiori e di dialogare con Loro, per liberarci
delle preoccupazioni immediate, per ricevere da Loro i poteri e i doni
necessari per progredire spiritualmente, moralmente e materialmente.
I poteri
concessi dagli Angeli Custodi sono alla portata di tutti, ma noi viviamo
in un Universo ordinato. Gli stessi ordinamenti della vita sociale e
quotidiana non sono che una copia deformata dell'ordine esistente in
Alto.
Questo per dire
che noi possiamo rifornirci di energia dal nostro Angelo Custode in ogni
momento, ma dobbiamo sollecitare le grazie e i poteri conferiti dagli
altri Angeli Custodi, chiedendo al nostro Angelo Custode di fare da
tramite o rivolgendoci direttamente agli altri Angeli, durante i 5
giorni delle loro Reggenze
|