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CHI SONO GLI ANGELI

Etimologicamente angelo significa messaggero: e' percio' un nome che indica l'ufficio e non la natura, come dice Sant'Agostino. Gli angeli possono essere definiti: sostanze intellettuali, puramente spirituali, create da Dio e superiori agli uomini. Essendo puri spiriti, non posseggono un corpo, quantunque alcuni Padri e scrittori, abbiano loro attribuito una certa corporeità.

Quasi ogni pagina della Bibbia ci attesta l'esistenza di questi puri spiriti; basti ricordare i Cherubini posti a guardia del Paradiso terrestre (Gen III, 24), i tre angeli che appaiono ad Abramo (Gen XVIII, XIX, ecc.), l'Arcangelo Raffaele che accompagna e libera Tobia (Tob V, i segg.), l'Arcangelo Gabriele che annuncia l'Incarnazione del Verbo, gli angeli che annunciano la nascita di Gesù ai pastori, la sua Resurrezione (Lc I, XI, 28; 24, 4 segg. e parali), gli innumerevoli angeli dell'Apocalisse (I, XI; VIII, 4 e segg.).

La Chiesa, in base alla Scrittura e alla Tradizione, ha definito come verità di fede non solo l'esistenza degli angeli, ma anche la loro creazione. Comunemente si ritiene che siano stati creati prima dell'uomo in numero sterminato. Dalla Sacra Scrittura, e specialmente da San Paolo cui fa eco la tradizione, si conosce che gli angeli sono distribuiti in 9 gerarchie: CHERUBINI, SERAFINI, TRONI, DOMINAZIONI, VIRTU, POTESTA, PRINCIPATI, ARCANGELI e ANGELI.

Ciò che chiaramente si ricava dalla Sacra Scrittura è che gli angeli non sono uguali in dignità ma ve ne sono di superiori ed inferiori. Anche le loro funzioni sono diverse. La Bibbia parla di angeli custodi (Mt XVIII,1O; AttXII,15), di guide delle creature (Tob XII), di protettori di città e nazioni (Dan XII, 1), di angeli che lodano Dio ed eseguono i suoi ordini (Lc 11,13 ss) di angeli che stanno davanti al trono di Dio (Tob XII, 15).

Si parla talora nella Bibbia di schiere Innumerevoli, di immensi eserciti celesti. Tutto questo fa pensare ad un ordine, ad una gerarchia celeste - come sopra riferito - a capo della quale è riconosciuto l'Arcangelo San Michele (Apoc XII, 7-9). Gli angeli furono nell'atto stesso della creazione elevati all'ordine soprannaturale però non tutti vi perseverarono. Molti abusarono della loro libertà, si ribellarono a Dio con un atto di superbia e così furono puniti immediatamente e condannati all'inferno.

San Tommaso insegna che ogni angelo non solo è diverso dagli altri ma costituisce da solo una specie. E' pure opinione di San Tommaso che gli angeli sono presenti in determinati luoghi, ove esercitano la loro specifica azione, e non altrove. (Dizionario Ecclesiastico, - UTET)


SAN TOMMASO D'AQUINO E GLI ANGELI

Roccasecca, Frosinone, 1225 circa – Fossanova, Latina, 7 marzo 1274
Domenicano (1244), formatosi nel monastero di Montecassino e nelle grandi scuole del tempo, e divenuto maestro negli studi di Parigi, Orvieto, Roma, Viterbo e Napoli, impresse al suo insegnamento un orientamento originale e sapientemente innovatore. Affidò a molti scritti impegnati e specialmente alla celebre ‘Summa’ la sistemazione geniale della dottrina filosofica e teologica raccolta dalla tradizione. Ha esercitato un influsso determinante sull’indirizzo del pensiero filosofico e della ricerca teologica nelle scuole dei secoli seguenti. (Mess. Rom.)
Patronato: Teologi, Accademici, Librai, Scolari, Studenti
Etimologia: Tommaso = gemello, dall'ebraico
Emblema: Bue, Stella
 

San Tommaso d'Aquino, questo grande e indiscusso maestro di teologia, autore di tanti scritti filosofici e teologici, nella sua opera fondamentale "Summa Theologica" ha dedicato molta attenzione agli angeli e a tutte le questioni teologiche ad essi connesse. Ne parlò con tanta acutezza e penetrazione e seppe esprimersi nella sua opera in maniera così convincente e suggestiva che già i suoi contemporanei lo definirono "Doctor Angelicus", Dotto Angelico.

Durante la sua vita Tommaso d'Aquino ebbe visioni angeliche e comunicazioni con i Santi. All'inizio della sua vita il giovane Tommaso fu in balia delle persecuzioni della sua famiglia e principalmente di sua madre, la contessa Teodora che si opponeva affinchè non vestisse l'abito di San Domenico. Fu anche rinchiuso per parecchi mesi nel castello di Roccasecca, sempre ai fini di fargli cambiare opinione circa la scelta della vita ecclesiastica.

Si racconta che San Tommaso vide un angelo che gli mostrava un meraviglioso libro le cui righe erano d'oro e azzurro: era un libro sui martiri. Quando era a Parigi, lettore in teologia, gli fu ordinato di preparare la sua lezione inaugurale di dottore in teologia. Tommaso, nella sua modestia, si giudicò indegno di ricevere questo incarico e si mise in preghiera supplicando di essere esonerato dal fardello del dottorato. Allora un angelo, messaggero celeste, avendo preso la forma di un maestoso vecchio, gli apparve e gli disse che doveva preparare la sua lezione inaugurale e gli indicò anche il tema che doveva sviluppare nel corso della sua esposizione.

Verso la fine della sua vita San Tommaso, essendo stato rapito in estasi per un certo tempo, dichiarò che tutto quello che aveva visto era cosi meraviglioso, che tutto quello che aveva scritto era solo "fieno e paglia". E dopo d'allora egli cessò di scrivere, con grande stupore e rammarico dei suoi discepoli. Tommaso fu assistito dalla Vergine Maria, la Regina degli angeli. Confidò ai suoi fratelli domenicani. . . che egli aveva ottenuto tutto quello che aveva domandato per intercessione di Maria, particolarmente la grazia di non aver dovuto abbandonare l'ordine domenicano.

Tommaso non era solo favorito dalle visioni angeliche e divine, ma era tormentato anche dal demonio. Il De Biasio racconta che un giorno, mentre passeggiavano sul terrazzo del convento a Napoli, videro un fantasma tenebroso vestito di nero che veniva loro incontro: Tommaso si lanciò contro di lui, lo cacciò e il fantasma diabolico sparì. Qualche giorno prima della morte del Santo, un fanciullo che assisteva Tommaso gravemente infermo, vide una splendida e luminosa stella penetrare dalla finestra e arrestarsi durante un certo tempo al di sopra della testa del malato: manifestazione effettiva della protezione divina di cui Tommaso godeva.

Tommaso d'Aquino era quindi particolarmente competente per spiegare il problema degli angeli, per parlare della loro natura e della loro missione. Ha dedicato agli angeli le questioni dal numero 50 al 64 della Summa Theologica.

San Tommaso afferma che gli angeli sono di natura puramente immateriale e spirituale, di numero incalcolabile, diversi per saggezza e perfezione, suddivisi in gerarchie. Gli angeli non sono esistiti da sempre, ma furono creati da Dio, forse prima del mondo materiale e dell'uomo. Essi sono dotati di libero arbitrio ed è appunto in virtù di questo che una parte di loro cadde nel peccato di superbia, di orgoglio e di Invidia, divenendo angeli decaduti, demoni incapaci di amare Dio e l'uomo sua creazione. Ogni uomo, sia esso cristiano o non cristiano, dice ancora San Tommaso, ha un angelo custode che non lo abbandona mai, neppure se è un grandissimo peccatore.

Gli angeli custodi non impediscono che l'uomo faccia uso della sua libertà anche per compiere il male, tuttavia operano su di lui illuminandolo e ispirandogli buoni sentimenti. Il demonio, dal canto suo, agisce sull'uomo in maniera opposta.Superando, anche con l'aiuto dell'angelo custode, le tentazioni del demonio, l'uomo acquisisce meriti e procura un bene a se stesso. Il demonio diviene quindi indirettamente collaboratore di Dio per la salvezza dell'uomo. Gli uomini possono parlare agli angeli, i quali non conoscono i segreti del loro cuore (noti solo a Dio), presentandogli così le loro necessità, le loro aspirazioni, i loro desideri.

(Da P. Giovetti. "Angeli" Ed. Mediterranee)


GLI ANGELI CUSTODI

Gli angeli custodi sono angeli incaricati della custodia dei singoli uomini; è una verità che risulta da numerosi passi della Scrittura e dalla costante Tradizione, tanto che la Chiesa ne celebra la festa il 2 ottobre e molti la propugnano come veritàdi fede. Che ogni singolo uomo sia affidato alla custodia di un angelo è ormai affermato anche dai teologi.Come ci è vicino l'angelo che Dio ha legato alla nostra persona? Quali SONO le sue funzioni? Quali servigi viene a renderci?

Prima di tutto, egli ci tiene compagnia. Se non facesse altro, sarebbe già molto. Avere un tal compagno, non sentirsi soli durante il cammino della vita, sapere che abbiamo con noi, continuamente, un cosi grande personaggio che ci ama, che avanza accanto a noi, col quale possiamo conversare, non è già questo un grande beneficio?

Ma egli fa molto di più; la sua presenza non e inattiva. La Chiesa ci spiega il suo compito offrendo alla nostra meditazione, nel giorno della sua festa, il racconto di ciò che fece l'Arcangelo Raffaele per il giovane Tobia. Nel momento in cui questi si disponeva a partire per un paese sconosciuto in cui suo padre lo inviava per recuperare una somma considerevole prestata a Gabael, un giovanotto si offre per accompagnarlo ed indicargli la strada. Durante il viaggio gli rende dei grandi servigi: sulle rive del Tigri lo preserva dagli attacchi di un pesce mostruoso, glielo fa trarre fuori dalle acque e squartare per estrarne un rimedio capace di restituire la vista al padre cieco. Trova per il protetto una sposa ideale nella persona di Sara, figlia di Raguel, li libera entrambi dalle persecuzioni del demonio, recupera per loro Il debito di Gabael e, come aveva promesso, riconduce sano e salvo il giovane al padre che, col rimedio suddetto, guarisce dalla sua cecità.

Era l'Arcangelo Raffaele. Si potrebbe pensare che Tobia era ben fortunato e che doveva essere molto amato da Dio per ricevere da Lui un tal compagno! Ma noi non siamo meno favoriti. Al contrario. L'Arcangelo non restò col giovane Tobia che durante il viaggio. Il nostro angelo rimane accanto a noi incessantemente, dal primo all'ultimo istante della nostra vita, senza allontanarsi mai. Tobia non sapeva chi fosse il suo giovane compagno (egli non glielo rivelò che al momento della sua partenza); se l'avesse saputo, ne avrebbe certamente goduto di più e si sarebbe sentito piu sicuro. Noi invece conosciamo con certezza la natura celeste del nostro Custode.

Come Tobia, anche noi abbiamo un pellegrinaggio da compiere su questa terra. Proprio per questo, come a quel giovane, Dio invia a noi un compagno celeste perchè ci guidi, ci assista, ci aiuti, ci protegga.

Il suo compito, lo dice il nome, è custodirci, specialmente contro gli attacchi dell'angelo cattivo, il demonio. L'angelo custode si sforza di fare per il nostro bene ciò che il demonio tenta di fare per il nostro male; ci tenta, per dir così, alla virtù (come quello ci tenta al peccato), suggerendoci buoni pensieri, richiamando alla nostra mente ricordi edificanti, avendo cura di prepararci buoni esempi ed occasioni di atti meritori, allontanandoci dai pericoli, disponendo gli avvenimenti, per quel che dipende da lui, per il nostro maggior bene, incoraggiandoci nella pratica della virtù, spronandoci sulla via della perfezione, invitandoci in mille modi alla riflessione, alla meditazione dei motivi d'amar Dio ed evitare il peccato...

Il nostro angelo non è soltanto un difensore, ma un animatore. Fa tutto quel che gli è possibile per aiutarci e mette a nostra disposizione la sua intelligenza e la sua scienza, la sua previdenza, la sua potenza, il suo credito presso Dio, desideroso di impiegare tutto ciò in nostro favore. Ci sta accanto, presso di noi, per il nostro bene, a nostro servizio. E un vero servitore, inviatoci dal Padre. Tutto dedizione, ci ispira piena fiducia. Vuole soltanto dare senza niente domandare. Se, anche l'ultimo degli uomini, il più povero, il più umile, il più diseredato, il bimbo che ancora non parla, hanno per servitore un messaggero del cielo; uomo e angelo insieme: quale sicurezza e quale dignità!

La sua assistenza è continua; ma si può star sicuri ch'essa diviene più premurosa ed intensa quando incombe un pericolo per l'anima o per il corpo, nella prova, nella sofferenza o nelle difficoltà, e soprattutto all'avvicinarsi della morte, quando è più grande il bisogno di soccorso.I nostri buoni angeli sono chiamati angeli custodi - spiega S. Francesco di Sales ("Trattenimenti spirituali quote III, 51) - perchè hanno l'ufficio di assisterci con le loro ispirazioni, di difenderci nei pericoli, di correggere i nostri difetti; di spronarci all'acquisto della virtù; hanno l'incarico di portare le nostre preghiere al trono della divina bontà, maestà e misericordia del Signore, e di riportare a noi l'esaudimento di esse; le grazie che ci vengono elargite, ci sono date per l'intercessione dei nostri buoni angeli.

San Tommaso si domanda se l'angelo custode provi dolore dei mali del suo protetto, specialmente quando lo vede resistere alla sua azione e commettere peccato. Risponde negativamente: Gli angeli, egli dice, non provano dolore nè dei peccati nè delle pene degli uomini. Tale tristezza, in essi come in tutti gli Eletti, è incompatibile con la felicità celeste.

Tristezza o dolore traggono origine dalla volontà contrariata, quando non si vuole ciò che succede. Ora, gli angeli non vogliono che ciò che Dio vuole e com'Egli lo vuole; la loro volontà si identifica totalmente con quella di Dio che essi amano soprattutto e intensamente. La gloria di Dio esige che l'anima intelligente sia libera d'amarlo o di offenderlo. Non considerano nel peccato che la gloria di Dio. La sofferenza che deriva dal peccato glorifica Dio provando che Egli è il fine dell'uomo e che non si violano impunemente i suoi diritti e la sua autorità.

Parlando in senso assoluto gli angeli non vogliono i peccati e le Pene degli uomini; però li vogliono come Dio li vuole oli permette per la sua gloria e per il loro bene. Se ogni uomo è assistito da un angelo che lo aiuta ad evitare il peccato e a praticare la virtù, come mai sono così numerosi i violatori della morale, gli uomini che cedono alle suggestioni del demonio, soccombono alla tentazione e si mostrano cos\ì moralmente deboli?

Come mai noi stessi non ci sentiamo più forti nella pratica del bene?

E' come se dicessimo: come mai, nonostante l'abbondanza delle grazie divine, non sono santi tutti quelli cui esse vengono elargite?

L'angelo - come la grazia - ci invita al bene; bisogna però consentirvi. Ci suggerisce alcuni motivi per respingere la tentazione o compiere degli atti di virtù; bisogna però considerarli, farvi attenzione e aderire alle loro ispirazioni. Non diversamente della grazia, egli non forza la nostra volontà. Restiamo liberi d'accettare o di rifiutare; di seguire le sue ispirazioni odi resistere; di rendere efficace o sterile la sua azione. Che gli uomini periscano - conclude San Tommaso - non va imputato alla negligenza o all'indolenza dell'angelo, ma alla malizia degli uomini. Se per nostra colpa rendiamo inefficace la sua azione, questo non infirma la sua realtà; egli non può nulla senza la nostra cooperazione.

Si dirà ancora: se il nostro angelo deve custodirci, perchè avviene che possiamo essere vittime d'incidenti o anche di catastrofi? Affermiamo innanzi tutto che i mali e gli incidenti da cui ci preserva sono molto più numerosi di quel che non pensiamo: noi non percepiamo il suo intervento invisibile. Tra quelli ch'egli non impedisce, ce ne sono alcuni di cui siamo responsabili proprio noi per non aver seguito le sue ispirazioni ed aver agito alla leggera, con trascurata imprudenza. Altri derivano dalle colpe di coloro da cui dipendiamo.

Ce ne sono poi ancora altri cui l'angelo permette che accadano per farci toccare con mano le funeste conseguenze dei nostri atti cattivi, per farceli detestare ed evitare in avvenire, o anche espiare in questa vita; per distaccarci dalle creature e riavvicinarci a Dio; per fornirci l'occasione di manifestargli la nostra sottomissione e il nostro amore; per esercitare e temprare la nostra volontà; per permetterci di guadagnare una ricchezza di meriti e una più grande ricompensa in cielo...

Egli è un operaio intelligente e devoto del divin Vignaiuolo che pota la vigna della nostra anima, anche a costo di farla piangere, perchè porti frutti più copiosi. E sempre fedele esecutore dei disegni della Provvidenza su di noi. Ma se interviene soprattutto per il bene della nostra anima, egli custodisce anche il nostro corpo e i nostri stessi interessi temporali, se sono utili al nostro progresso spirituale.

Ci serve in tutto: la sua custodia è estesissirna. Tutto ciòche ci riguarda lo Interessa. Da quanti mali, incidenti, cause dl morte, non ci protegge, anche a nostra insaputa! Suarez (De Angelis c.VI; e XIX) riduce a sette le funzioni dell'angelo custode presso di noi.

1) Ci libera dai pericoli che minacciano il nostro corpo o la nostra anima, allontana da noi le cause esteriori o ci ispira il pensiero di evitar\le anche se non ne sospettiamo i rischi;

2) Ci stimola e ci fa operare il bene ed evitare il male;

3) Trattiene i demoni, diminuisce la gravità delle loro tentazioni e il numero dei cattivi pensieri che ispirano e delle occasioni di peccato che provocano;

4) Presenta a Dio le nostre preghiere;

5) Prega per noi;

6) Talvolta ci infligge delle pene: per castigare le nostre colpe e correggerci facendocene sentire le dolorose conseguenze, e anche per offrirci l'occasione di esercitare la virtù e di accrescere i nostri meriti;

7) Al momento della nostra morte, condurrà la nostra anima in cielo, se è pura da ogni macchia, o in Purgatorio se deve passarvi per purificarsi e verrà a trovarla per consolarla.

Il nostro angelo custode è lo strumen\to della sollecitudine paterna di Dio a nostro riguardo e l'intermediario della sua benevolenza. Molte delle grazie a noi destinate passano attraverso lui. Fa per noi molto più di quel che pensiamo; la sua azione è invisibile come lui. Non sapremo che in cielo tutto ciò che gli dobbiamo, tutti i mali dell'anima e del corpo da cui ci preserva, tutti i beni che ci procura, tutte le grazie che ci assicura, tutti i servigi che ci rende. E gliene saremo eternamente riconoscenti.

Ma non bisogna attendere quel giorno per testimoniargli la nostra gratitudine. E un dovere ed è nel nostro interesse: nonè forse un buon mezzo per incoraggiarlo a continuarci la sua generosa assistenza? Non c'è nulla che, come l'ingratitudine, chiuda il cuore, anche quello degli angeli.

Da Cuttaz, 'IL nostro angelo custode' - Ed. Paoline


COME AGISCONO GLI ANGELI

Gli angeli cooperano nelle nostre buone azioni, su tutte le nostre vite, ossia nei nostri modi di essere e possono condurci al meglio, qualora si presti ascolto al loro monito dolcemente imperioso, espresso sempre con rispetto alla nostra libertà. Essi non agiscono direttamente sull'intimo della intelligenza e della volontà, ma piuttosto sui sensi interiori e sulla immaginazione, rievocando anche ricordi di antica data, parole udite di rara saggezza; la loro parola senza suono è silenzio che parla al cuore.

Con la loro compagnia invocata, avvertita, amata, tu, pellegrino sulla terra, incerto del cammino, spesso desolato e stanco, vincerai il senso così amaro della solitudine. Dilla la preghiera all'angelo custode che tua madre metteva sulle tue labbra di piccolo fanciullo, dilla mattina e sera e in ogni ardua congiuntura per evitare gravi pericoli.

E al tuo alato e sorridente amico, che talvolta ti renderà nota la sua presenza con piccoli e istantanei raggi di luce soccorrendoti in varie circostanze, renderai doverose grazie. Una condizione però ti chiede: che tu, al pari di lui, detesti la colpa prima cagione di tutti i mali, che tu ami il Signore e faccia del bene sempre a tutti, in una vita onorata e virtuosa.

Da G. Del Ton. 'verità su angeli e arcangeli -Ed. Giardini)

Orazio Gentileschi, Sacrificio di Isaceo


PADRE PIO E L' ANGELO CUSTODE

Padre Pio aveva una particolarissima, delicata, rispettosa devozione per l'angelo custode.Il suo piccolo compagno d'infanzia, Il buon Angiolino, gli fu sempre d'aiuto.

Fu l'amico obbediente, preciso, puntuale che, da grande maestro di santità, esercitò su di lui uno stimolo continuo per progredire nel1'esercizio di tutte le virtù.La sua azione assidua e discreta fu di guida, di consiglio e di sostegno. Se, per un dispetto del demonio, alcune lettere del suo confessore gli giungevano macchiate d'inchiostro, egli sapeva come renderle leggibili perchè l'Angiolino gli aveva suggerito che all'arrivo della lettera l'avesse aspersa con l'acqua benedetta prima d'aprirla (cfr. EpistolarioI, pag. 321).

Quando riceveva una lettera scritta in francese era l'angelo custode a fargli da interprete:Se la missione del nostro angelo custode è grande, quella del mio è di certo più grande, dovendomi anche fare da maestro nella spiegazione di altre lingue(o.c. pag. 304).

Si avvaleva dell' aiuto dell'angelo custode per diffondere il suo apostolato mariano: Vorrei avere una voce si forte per invitare i peccatori di tutto il mondo ad amare la Madonna. Ma poichè ciò non è in mio potere ho pregato e pregherò il mio Angiolino a compiere per me questo ufficio (o.c. pag. 277).

L'angelo custode era l'intimo amico che al mattino, dopo averlo svegliato, con lui lodava il Signore: La notte ancora, al chiudersi degli occhi, vedo abbassarsi il velo ed aprirmisi dinanzi il Paradiso ed allietato da questa visione dormo in un sorriso di dolce beatitudine sulle labbra e con una perfetta calma sulla fronte, aspettando che il piccolo compagno della mia infanzia venga a svegliarmi e cos\ì sciogliere insieme le lodi mattutine al diletto dei nostri cuori(o.c. pag. 308).

Negli assalti infernali era l'angelo custode, l'invisibile amico, che leniva le sue pene: compagno della mia infanzia cerca di smorzare i dolori che mi affliggono quegli impuri apostati, col cullarmi lo spirito in segno di speranza(o.c. pag. 321).

Quando l'angelo non era sollecito ad intervenire, Padre Pio confidenzialmente sapeva muovergli anche un aspro e fraterno rimprovero. Non vi dico poi in che modo mi vanno percotendo quei disgraziati. Certe volte mi sento presso a morire. Sabato mi sembrò che mi volessero proprio finire, non sapevo più a che santo votarmi. Mi rivolgo al mio angelo. Dopo essersi fatto aspettare per un pezzo, eccolo infine aleggiarmi intorno e con la sua voce angelica cantava inni alla divina maestà. Successe che lo sgridai aspramente d'essersi fatto così lungamente aspettare, mentre io non avevo mancato di chiamarlo in mio soccorso. Per castigarlo non volevo guardarlo in viso, volevo allontanarmi, volevo sfuggirlo, ma egli poverino mi raggiunse quasi piangendo finchè sollevato lo sguardo, lo fissai in volto e lo trovai tutto spiacente.

"...Ti sono sempre vicino - egli dice - io mi aggiro sempre a te d'intorno, questo mio affetto per te non si spegnerà neppure con la vita" (o.c. pag. 311).

Padre Pio riconobbe ed apprezzò la funzione di messaggero dell'invisibile amico. Se hai bisogno - ripeteva ai suoi figli spirituali - mandami il tuo angelo custode.

Ed aveva un gran da fare, durante le ore del giorno e della notte, per ascoltare i messaggi dei suoi figli che tante creature angeliche, obbedienti, gli portavano. (Da G. Preziuso. L' invisibile amico - 'Voce di Padre Pio nov. 1992)


I MISTICI, I SANTI E GLI ANGELI

Nella vita dei mistici e dei santi gli incontri angelici sono frequenti.

La Beata Angela da Foligno (1248-1309)

Affermò di essere stata inondata da gioia immensa alla vista degli angeli: Se non l'avessi sentita, non avrei creduto che la vista degli angeli fosse capace di dare una tale gioia. Angela, sposa e madre, si era convertita nel 1285 dopo una vita dissoluta, aveva iniziato un cammino mistico che l'aveva portata a divenire perfetta sposa di Cristo che le era apparso più volte insieme agli angeli.


Agnese da Montepulciano (1268-1317),

un'altra mistica del Medioevo ricevette ben dieci volte la comunione dalle mani di un angelo e fu più volte consolata dalla visione degli angeli. Da un angelo ricevette anche l'ordine di edificare un monastero.


Santa Rosa da Viterbo (1235-1252)

che fin dall'età di 7 anni manifestò l'intenzione di entrare in convento e la cui breve vita densa di eventi miracolosi, ebbe frequenti apparizioni di un angelo che le preannunciava eventi futuri, tra cui la morte di Federico Il.


Santa Chiara da Montefalco (1268-1308)

detta Suor Chiara della Croce per la sua grande devozione al Crocefisso. Tutta la vita di Chiara è pervasa da fenomeni straordinari, soprattutto visioni, apparizioni, lotte vittoriose contro il demonio. Gli angeli apparvero a Chiara più volte, durante le visioni della Natività, della Crocifissione e della Resurrezione di Gesù


Santa Francesca Romana (1384-1440)

la santa più conosciuta e amata dai romani. Bella e intelligente, avrebbe voluto essere sposa di Cristo, ma per obbedire al padre acconsenti al matrimonio con un patrizio romano e fu madre e sposa esemplare. Rimasta vedova si dedicò completamente alla vocazione religiosa. Fu fondatrice delle Oblate di Maria. Tutta la vita di questa santa è accompagnata da figure angeliche, in particolare sentiva e vedeva accanto a sè sempre un angelo. Il primo intervento dell'angelo è del 1399 salvando Francesca e sua cognata che erano cadute nel Tevere. L'angelo si presentava come un bambino di 10 anni con i capelli lunghi, gli occhi splendenti, vestito di una tunica bianca; fu soprattutto vicino a Francesca nelle numerose violente lotte che ella dovette sempre sostenere con il diavolo. Questo angelo fanciullo rimase accanto alla santa per 24 anni, poi fu sostituito da un altro molto più risplendente del primo, di gerarchia superiore, che restò con lei fino alla morte.

Francesca fu amatissima dal popolo di Roma per la straordinaria carità e le guarigioni che otteneva.


San Francesco d'Assisi (1182-1226)

Padre Pio da Pietrelcina (1887-1968)

Gemma Galgani

Edvige Carboni (1880-1952)

San Giovanni Battista

S. Giovanni Bosco 

S. Angela Merici

S. Rosa da Lima

S. Filippo Neri

S. Margherita da Cortona

S. Felice di Nola III sec. – 14 gennaio 313?

 S. Caterina da Siena    (1347 /1380)

San Francesco d'Assisi (1182-1226)

La devozione di San Francesco per gli angeli è descritta da San Bonaventura in questi termini:Con inseparabile vincolo d'amore era unito agli angeli, a questi spiriti che ardono d'un fuoco meraviglioso e, con esso, penetrano in Dio e infiammano le anime degli eletti. Per devozione verso di loro, a cominciare dalla festa dell'Assunzione della Vergine santissima, digiunava per 40 giorni, attendendo continuamente alla preghiera. Era particolarmente devoto di San Michele Arcangelo


 S. Caterina da Siena

Siena, 25 marzo 1347 - Roma, 29 aprile 1380
«Niuno Stato si può conservare nella legge civile in stato di grazia senza la santa giustizia»: queste alcune delle parole che hanno reso questa santa, patrona d'Italia, celebre. Nata nel 1347 Caterina non va a scuola, non ha maestri. I suoi avviano discorsi di maritaggio quando lei è sui 12 anni. E lei dice di no, sempre. E la spunta. Del resto chiede solo una stanzetta che sarà la sua ""cella"" di terziaria domenicana (o Mantellata, per l'abito bianco e il mantello nero). La stanzetta si fa cenacolo di artisti e di dotti, di religiosi, di processionisti, tutti più istruiti di lei. Li chiameranno ""Caterinati"". Lei impara a leggere e a scrivere, ma la maggior parte dei suoi messaggi è dettata. Con essi lei parla a papi e re, a donne di casa e a regine, e pure ai detenuti. Va ad Avignone, ambasciatrice dei fiorentini per una non riuscita missione di pace presso papa Gregorio XI. Ma dà al Pontefice la spinta per il ritorno a Roma, nel 1377. Deve poi recarsi a Roma, chiamata da papa Urbano VI dopo la ribellione di una parte dei cardinali che dà inizio allo scisma di Occidente. Ma qui si ammala e muore, a soli 33 anni. Sarà canonizzata nel 1461 dal papa senese Pio II. Nel 1939 Pio XII la dichiarerà patrona d'Italia con Francesco d'Assisi. (Avvenire)
Patronato: Italia, Europa (Giovanni Paolo II, 1/10/99)
Etimologia: Caterina = donna pura, dal greco


Padre Pio da Pietrelcina (1887-1968)

devotissimo dell'angelo. Nelle battaglie numerose e durissime che dovette sostenere con il maligno, un personaggio luminoso, certo un angelo, gli fu sempre vicino per aiutarlo e dargli forza. Che l'angelo ti accompagni diceva a chi gli chiedeva la benedizione. Una volta disse:

Pare impossibile quanto siano obbedienti gli angeli!

Nel caso di un'altra grande mistica del no\stro tempo, Teresa Neumann, contemporanea di Padre Pio, troviamo un contatto quotidiano e sereno con gli angeli. Essa nacque nel paesino dl Konnersreuch in Baviera nel 1898 e qui mori nel 1962. Il suo desiderio sarebbe stato quello di farsi suora missionaria, ma ne fu impedita da una grave malattia, conseguenza di un incidente, che la rese cieca e paralizzata. Per anni rimase a letto, sopportando serenamente la propria infermità e fu poi improvvisamente guarita prima dalla cecità poi dalla paralisi, per l'intervento di Santa Teresa di Lisieux di cui la Neumann era devota.

Ben presto Incominciarono le visioni della passione di Cristo che accompagnarono Teresa per tutta la vita ripetendosi ogni venerdi, in più, gradualmente, si manifestarono le stigmate. In seguito Teresa avverti sempre meno il bisogno di nutrirsi.

Poi smise completamente di mangiare e di bere. Il suo digiuno totale, controllato da apposite commissioni nominate dal vescovo di Ratisbona, durò ben 36 anni. Riceveva quotidianamente solo l'Eucaristia. Più di una volta le visioni di Teresa ebbero come oggetto il mondo angelico. Del proprio angelo custode percepiva la presenza: lo vedeva alla propria destra e vedeva anche l'angelo dei suoi visitatori. Teresa riteneva che il suo angelo la proteggesse dal demonio, la sostituisse nei casi di bilocazione (ella fu vista spesso contemporaneamente in due luoghi) e l'aiutasse nelle difficoltà.

Poi Teresa Palminota, stigmatizzata, morta a Roma nel 1934 a soli 38 anni. Anche Teresa aveva familiarità con l'angelo custode che chiamava "il mio angioletto" ed al quale attribuiva molti fatti spirituali e anche interventi concreti.

Natuzza Evolo - vivente - di Paravati in Calabria è uno straordinario personaggio del nostro tempo. Sposata, con molti figli, ha oggi oltre sessant'anni ed è apparentemente una normalissima donna del meridione. Da sempre però è protagonista di fenomeni eccezionali: ha il dono della bilocazione, sul suo corpo appaiono scritte di sangue e la settimana di Pasqua sulle sue mani, sui suoi piedi e sul suo costato si aprono le stigmate. Natuzza dice di vedere costantemente l'angelo custode accanto alle persone. Dice che l'angelo custode rispetto alle persone sta alla destra, al sacerdote sta alla sua sinistra. Dice: Tante volte capita che viene un sacerdote vestito in borghese e io capisco che è un sacerdote vedendo l'angelo alla sua sinistra. Quando gli bacio la mano lui chiede: Come avete capito? Gli rispondo: Vedo l'angelo custode alla vostra sinistra...


Di molti altri Santi e beati potremmo parlare che avevano rapporto con gli angeli (tra i principali):

S. Felice di Nola III sec. – 14 gennaio 313?

La vita del prete Felice ci è narrata da san Paolino di Nola, a cui si deve anche l'importante complesso di basiliche paleocristiane a Cimitile, a sei chilometri dalla località campana. Qui erano state deposte le spoglie di Felice, morto probabilmente dopo il 313. Nato a Nola nel III secolo da un ricco padre di origini orientali, aveva sofferto le persecuzioni ed era stato imprigionato, torturato e poi liberato miracolosamente da un angelo che lo condusse in un luogo deserto (per questo, pur non essendo stato ucciso è stato venerato come martire). Grazie alla pace costantiniana Felice era rientrato in diocesi. Qui, pur essendo stato indicato come successore dal vescovo Massimo, alla morte di questi rifiutò l'elezione e visse in povertà fino alla fine dei suoi giorni. In suo onore si tengono due feste con processioni dal 5 al 14 gennaio, data della sua memoria liturgica. (Avvenire)
Etimologia: Felice = contento, dal latino


S. Margherita da Cortona

Laviano, Perugia, 1247 – Cortona, Arezzo, 22 febbraio 1297
Nata a Laviano (Perugia) nel 1247, diciottenne va a convivere con un giovane nobile di Montepulciano, che non la sposa neppure quando nasce un figlio, e che muore assassinato nove anni dopo. (La tradizione racconta di un cagnolino che la guida a ritrovarlo cadavere, in un bosco). Allontanata dai parenti dell'uomo e dalla propria famiglia trova accoglienza a Cortona. Lavora come infermiera per le partorienti, educa il figlio, che si farà poi francescano, e si dedica agli ammalati poveri. Prende con sé alcune volontarie che si chiameranno «Poverelle», promuove l'assistenza gratuita a domicilio, si fa aiutare da famiglie importanti e nel 1278 fonda l'ospedale della Misericordia. Vive un periodo da contemplativa e una domenica ricompare a Laviano, per raccontare in chiesa, durante la Messa, le sue vicende giovanili, e per chiedere perdono. A Cortona spesso la gente va da lei, nella cella presso la Rocca dove si è stabilita nel 1288: chiede il suo intervento nelle contese cittadine e nelle lotte con altre città. Nel 1289 Margherita è tra coloro che danno vita alla Confraternita delle Laudi. Morirà a Cortona nel 1297. (Avvenire)
Patronato: Prostitute pentite
Etimologia: Margherita = perla, dal greco e latino


S. Filippo Neri

Firenze, 1515 - Roma, 26 maggio 1595
Fondò l'Oratorio che da lui ebbe il nome. Unì all'esperienza mistica, che ebbe le sue più alte espressioni specialmente nella celebrazione della Messa, una straordinaria capacità di contatto umano e popolare. Fu promotore di forme nuove di arte e di cultura. Catechista e guida spirituale di straordinario talento, diffondeva intorno a sè un senso di letizia che scaturiva dalla sua unione con Dio e dal suo buon umore. (Mess. Rom.)
Patronato: Giovani
Etimologia: Filippo = che ama i cavalli, dal greco


S. Rosa da Lima

Lima, Perù, 1586 - 24 agosto 1617
Nacque a Lima il 20 aprile 1586, decima di tredici figli. Il suo nome di battesimo era Isabella. Era figlia di una nobile famiglia, di origine spagnola. Quando la sua famiglia subì un tracollo finanziario. Rosa si rimboccò le maniche e aiutò in casa anche nei lavori materiali. Sin da piccola aspirò a consacrarsi a Dio nella vita claustrale, ma rimase «vergine nel mondo». Il suo modello di vita fu santa Caterina da Siena. Come lei, vestì l'abito del Terz'ordine domenicano, a vent'anni. Allestì nella casa materna una sorta di ricovero per i bisognosi, dove prestava assistenza ai bambini ed agli anziani abbandonati, soprattutto a quelli di origine india. Dal 1609 si richiuse in una cella di appena due metri quadrati, costruita nel giardino della casa materna, dalla quale usciva solo per la funzione religiosa, dove trascorreva gran parte delle sue giornate a pregare ed in stretta unione con il Signore. Ebbe visioni mistiche. Nel 1614 fu obbligata a trasferirsi nell'abitazione della nobile Maria de Ezategui, dove morì, straziata dalle privazioni, tre anni dopo. Era il 24 agosto 1617, festa di S. Bartolomeo. (Avvenire)
Patronato: Fioristi
Etimologia: Rosa = dal nome del fiore


S. Angela Merici

Desenzano sul Garda (Brescia), 21 marzo 1474 – Brescia, 27 gennaio 1540
Angela Merici fondò nel 1535 la Compagnia di Sant'Orsola, congregazione le cui suore sono ovunque note come Orsoline. Le sua idea di aprire scuole per le ragazze era rivoluzionaria per un'epoca in cui l'educazione era privilegio quasi solo maschile. Nata nel 1474 a Desenzano del Garda (Brescia) in una povera famiglia contadina, entrò giovanissima tra le Terziarie francescane. Rimasta orfana di entrambi i genitori a 15 anni, partì per la Terra Santa. Qui avvenne un fatto insolito. Giunta per vedere i luoghi di Gesù, rimase colpita da cecità temporanea. Dentro di sé, però, vide una luce e una scala che saliva in cielo, dove la attendevano schiere di fanciulle. Capì allora la sua missione. Tornata in patria, diede vita alla nuova congregazione, le cui prime aderenti vestivano come le altre ragazze di campagna. La regola venne stampata dopo la morte, avvenuta a Brescia il 27 gennaio del 1540. E' santa dal 1807. (Avvenire)
Etimologia: Angela = messaggero, nunzio, dal greco


S. Giovanni Bosco 

Castelnuovo d’Asti, 16 agosto 1815 – Torino, 31 gennaio 1888
Grande apostolo dei giovani, fu loro padre e guida alla salvezza con il metodo della persuasione, della religiosità autentica, dell’amore teso sempre a prevenire anziché a reprimere. Sul modello di san Francesco di Sales il suo metodo educativo e apostolico si ispira ad un umanesimo cristiano che attinge motivazioni ed energie alle fonti della sapienza evangelica. Fondò i Salesiani, la Pia Unione dei cooperatori salesiani e, insieme a santa Maria Mazzarello, le Figlie di Maria Ausiliatrice. Tra i più bei frutti della sua pedagogia, san Domenico Savio, quindicenne, che aveva capito la sua lezione: “Noi, qui, alla scuola di Don Bosco, facciamo consistere la santità nello stare molto allegri e nell’adempimento perfetto dei nostri doveri”. Giovanni Bosco fu proclamato Santo alla chiusura dell’anno della Redenzione, il giorno di Pasqua del 1934. Il 31 gennaio 1988 Giovanni Paolo II lo dichiarò Padre e Maestro della gioventù, “stabilendo che con tale titolo egli sia onorato e invocato, specialmente da quanti si riconoscono suoi figli spirituali”.
Patronato: Educatori, Scolari, Giovani, Studenti, Editori
Etimologia: Giovanni = il Signore è benefico, dono del Signore, dall'ebraico


San Giovanni Battista

Natività di San Giovanni Battista Profeta e martire
24 giugno
Ain Karim (Galilea) – † Macheronte? Transgiordania, I secolo
Giovanni Battista è l'unico santo, oltre la Madre del Signore, del quale si celebra con la nascita al cielo anche la nascita secondo la carne. Fu il più grande fra i profeti perché poté additare l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. La sua vocazione profetica fin dal grembo materno è circondata di eventi straordinari, pieni di gioia messianica, che preparano la nascita di Gesù. Giovanni è il Precursore del Cristo con la parole con la vita. Il battesimo di penitenza che accompagna l'annunzio degli ultimi tempi è figura del Battesimo secondo lo Spirito. La data della festa, tre mesi dopo l'annunciazione e sei prima del Natale, risponde alle indicazioni di Luca. (Mess. Rom.)
Patronato: Monaci

Emblema: Agnello, ascia


Gemma Galgani

 E in tempi più vicini a noi,che dire dell'angelica dimestichezza che aveva la soave Gemma Galgani con l'angelo? Egli la vegliava giorno e notte e sovente le recava le missive a destinazione. L'angelo custode di Gemma le appariva spesso. Parlavano tra di loro come se fossero tra buoni amici. La purezza e l'innocenza di Gemma devono aver attratto quest'angelo glorioso dal cielo al suo fianco. Gemma e l'angelo, con le ali aperte o inginocchiato accanto a lei, recitavano preghiere vocali o salmi, in alternanza. Meditando sulla Passione di Nostro Signore, il suo angelo la ispirava con le intuizioni piu' sublimi su questo mistero. Il suo angelo custode le parlo' un giorno riguardo all'agonia di Cristo:
"Guarda che cosa ha sofferto Gesù per l'uomo. Considera queste ferite una per una. É l'amore che le ha aperte. Guarda com'è esecrabile il peccato, perché per espiarlo, sono stati necessari tanto dolore e tanto amore."


Edvige Carboni (1880-1952)

il cui angelo custode le era sempre vicino: alcune volte Edvige vedeva l'angelo che faceva il letto della sorella Paolina mentre lei era ammalata. Paolina rimproverava Edvige di essersi affaticata per le faccende domestiche ed Edvige ad insistere nel dire che lei non aveva faticato per niente, che al suo posto aveva lavorato l'angelo custode. Il suo direttore spirituale diceva: L'angelo custode le era vicino e l'aiutava anche nelle faccende domestiche quando lei era ammalata


Anche Teresa Museo (1943-1976) la stigmatizzata di Caiazzo, in provincia di Caserta, riferisce nel suo diario dei rapporti con il suo angelo custode. Quando era piccola, la sera del 15 marzo 1948, durante un furioso temporale, mentre Teresina stava pregando, le apparve il suo angelo custode dalle ali d'oro\, dagli occhi come due stelle, e dalle labbra come due rose.

Le fa fare il segno della croce e l'invita a ripetere: Gesù, Maria, Vi amo, Vi dono la mia volontà e Voi datemi in salvo tutta l'umanità. L'angelo inoltre l'invita a pregare, a soffrire ed a offrire tutto con gioia, senza mai perdersi d'animo, per la liberazione delle anime del Purgatorio e per la salvezza delle anime.

Ciò detto scompare lasciando nella sua stanzetta un intenso profumo (Diario pagg. 666-667).

Tutte le mattine - scrive Teresa in data 5 aprile 1948 - l'angelo mi veniva a far visita e mi faceva pregare insieme a lui. Dopo la preghiera l'angelo le diceva: Teresa, prega per i peccatori e per la salvezza delle anime! Sappi che i peccati che mandano anime all'inferno sono i peccati impuri(Diario pag. 673).

La mattina dei 2 ottobre 1975, Teresa vede dinanzi a s\è il suo angelo custode:Era bellissimo - scrive - con i capelli biondo-oro, con le ali d'argento, con il vestito bianco. Aveva ai piedi sandaletti d'oro. Le sue labbra erano due fiammelle, i suoi occhi erano due stelle, alla cintura aveva una striscia di sole. Gli ho chiesto: "Angelo mio custode, sento un grande desiderio di abbracciare Gesù. Quando gli sarò vicina tu, angioletto mio, dammi la forza di abbracciarlo". L'angelo mi ha risposto: "Si, lo farò"

Da P. Giovetti, op. dt


Preghiere ai nostri Angeli Custodi:

In tutte le culture si crede nell'esistenza di Entità Superiori pronte ad aiutare gli Uomini quando questi lo chiedono.

La Tradizione Esoterica ci insegna, in modo concreto, che vi sono nove Cori di Angeli, ognuno dei quali è governato da un Arcangelo ed è composto di otto Angeli Custodi.

Ogni Angelo Custode ha il suo "domicilio" in uno spazio che comprende 5 gradi (5 giorni) dello Zodiaco, cosicchè le persone nate in quei 5 gradi-giorni hanno questo Angelo come ANGELO CUSTODE, guida, tutore e protettore.

Ogni Angelo Custode può sdoppiarsi all'infinito, sempre conservando la stessa identità e volontà.

L'Angelo Hahahel ha detto: "Noi siamo molteplici, ma con un'unica volontà, come il Signore". Così, quando un Angelo ha compiuto la missione per la quale e stato creato, ritorna alla sua origine. La natura degli Angeli è quella di concederci ciò che chiediamo loro per mezzo della PREGHIERA

L'Affermazione di Gesù e di tutti i Profeti "Chiedete e vi sarà dato" non è una favola! E' sufficiente formulare una PREGHIERA perchè le Entità Superiori entrino in azione per soddisfare completamente la persona. Infatti, una Legge Cosmica obbliga i grandi a rispondere, sempre, positivamente, alle richieste dei piccoli, in modo particolare se queste richieste riguardano il nostro benessere materiale, mostrando cosi che l'Acqua Viva (che il nostro Angelo Custode desidera offrirci) ci manca; l'Acqua Viva degli Angeli Custodi.

Attraverso la PREGHIERA, la nostra Entità Umana diventa recettrice e dal momento in cui è stata formulata, l'Angelo Custode può trasmetterci la sua Luce e i suoi Poteri. Possiamo chiedere al nostro Angelo Custode i suoi poteri ma anche quelli di altri Angeli Custodi, poichè egli ha il compito di trasmetterli.

Noi ci mettiamo in contatto con il nostro Angelo Custode ogni volta che gli rivolgiamo la sua Preghiera. Ma, se, di 5 Giorni in 5 Giorni, rivolgeremo le Preghiere ai diversi Angeli, otterremo tutti i poteri, tutti i doni.\

Questa Acqua Viva degli Angeli Custodi, apporta soluzione. I santi Nomi degli Angeli Custodi, i Nomi-Titoli dei diversi Cori di Angeli Custodi (Serafini, Cherubini, Troni, ecc...) sono simbolici. Come noi ci chiamiamo Francesco senza essere San Francesco, o Maria senza essere Santa Maria, o Sofia senza essere Santa Sofia, così gli Angeli Custodi appartengono tutti (qualunque sia il Coro di cui fanno parte) al Regno degli Angeli, superiore a quello degli Umani, proprio come il Regno degli Umani è superiore al Regno Animale, il Regno Animale è superiore al Regno Vegetale e il Regno Vegetale è superiore al Regno Minerale...


GLI ARCANGELI (o Angeli Superiori)

Sono forze Coscienti (Entità) che cnalizzano le differenti energie del Sistema Solare. Queste energie sono divise (in 72 pezzi) dagli Angeli Custodi, affinchè ogni persona (se lo chiede) possa assimilarle senza difficoltà. Gli Angeli Custodi sono una sorta di autisti-fattorini dello spazio, portatori di energia e responsabili del materiale (energetico) che ci consegnano.


IL SESSO DEGLI ANGELI

Tutto, nell'Universo, possiede un elemento positivo e un elemento negativo (maschio e femmina); è il fondamento della Creazione Universale e non esistono eccezioni a questa regola.

Così, gli Angeli Custodi hanno il nome che termina con (EL) hanno caratteristiche cosmiche maschili, mentre quelli che portano il nome di Dio nel suo significato femminile (IAH) hanno caratteristiche cosmiche femminili.

Ogni Angelo Custode ci trasmette delle forze ben determinate: quelle che provengono dai gradi dello Zodiaco da lui controllati, a partire dal suo domicilio, e quelle emanate dall'Arcangelo che governa il Coro al quale l'Angelo Custode appartiene.

La Preghiera è un atto soprannaturale che eleva la condzione umana.Essa ci permette di raggiungere Esseri Superiori e di dialogare con Loro, per liberarci delle preoccupazioni immediate, per ricevere da Loro i poteri e i doni necessari per progredire spiritualmente, moralmente e materialmente.

I poteri concessi dagli Angeli Custodi sono alla portata di tutti, ma noi viviamo in un Universo ordinato. Gli stessi ordinamenti della vita sociale e quotidiana non sono che una copia deformata dell'ordine esistente in Alto.

Questo per dire che noi possiamo rifornirci di energia dal nostro Angelo Custode in ogni momento, ma dobbiamo sollecitare le grazie e i poteri conferiti dagli altri Angeli Custodi, chiedendo al nostro Angelo Custode di fare da tramite o rivolgendoci direttamente agli altri Angeli, durante i 5 giorni delle loro Reggenze

Angeli

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